Da Montorio un applauso per un’ora di sport, un’ora di libertà
Un applauso sincero, scrosciante, dedicato agli avversari sconfitti con onore. Un applauso che non possiamo né farvi sentire, né farvi vedere, perché oltre il cancello della casa circondariale di Montorio telecamere e cellulari sono messi sotto chiave.
Si erano dati appuntamento qui, alle 10 di sabato 2 marzo, i giocatori della rappresentativa scaligera dei giornalisti, impegnati nella prima giornata del torneo da loro organizzato e dedicato alla memoria di compianti colleghi Germano Mosconi e Luigi Bertoldi, contro la rappresentativa dei detenuti. Le altre squadre partecipanti sono Guardia di Finanza, Esercito 85° Rav, Forense e Commercialisti Verona.
4 a 2 il risultato finale di Montorio, accompagnato da quell’applauso finale per niente retorico dei ragazzi che hanno salutato la squadra ospite prima di tornare nelle loro celle. A parlarne è Riccardo Benini, ex calciatore, da tre anni allenatore della squadra dei detenuti, il quale conferma come il gesto spontaneo va interpretato come un ringraziamento agli avversari per scegliere di entrare in carcere e di dar loro la possibilità di passare un’ora e mezza di libertà e di gioia giocando a calcio.
Assieme a Riccardo, volontari in questa avventura sportiva particolare anche Simone Viviani, Andrea Vesentini, Andrea Sabatini. Tutto iniziò qualche anno fa grazie all’allora presidente della Commissione Politiche sociali della settima circoscrizione, Nereo Spiazzi, che ora propone anche un rally all’interno delle mura della casa circondariale.
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