ChievoVerona Valpo, è divorzio col ChievoVerona: «Investimenti non disponibili»

Arriva oggi la nota che comunica il divorzio tra ChievoVerona e ChievoVerona Valpo. «Investimenti insostenibili» espone la nota.

È di oggi la nota diffusa dalla Società ChievoVerona Valpo che annuncia, come un fulmine a ciel sereno, la cessazione «della propria attività come Società Sportiva Dilettantistica con obiettivo la pratica e la diffusione del calcio femminile.»

«Contestualmente – prosegue il comunicato – la Società rinuncia all’iscrizione di tutte le proprie squadre ai campionati 2019-20».

L’abbandono al calcio femminile arriva in un momento di grande fervore, «ma con la consapevolezza di aver dedicato passione e lavoro ad uno sport che finalmente inizia a crescere e andare nella direzione che da anni ci si augurava» .

«Purtroppo – sgombra il campo dagli equivoci – le condizioni e le necessità che impone questo forte sviluppo sono sostenibili a fronte di grandi investimenti che al momento non risultano disponibili».

«Il ChievoVerona Valpo – conclude il messaggio – ringrazia e augura un grande in bocca al lupo a tutte le calciatrici, gli staff, gli sponsor e tutte le persone che hanno fortemente creduto nel progetto e lo hanno portato avanti con il massimo impegno.»

La nota arriva poco dopo il comunicato del’AC ChievoVerona che annuncia la cessazione del rapporto- a partire dal primo luglio – «tra la società del presidente Luca Campedelli eil ChievoVerona Valpo».

«La retrocessione – spiega in modo eloquente il comunicato – della scorsa stagione obbliga il ChievoVerona a modificare alcune strategie societarie e per tale motivo non sarà possibile stare vicino al presidente Flora Bonafini, agli staff, alle calciatrici e a tutte le persone che hanno lavorato in questi anni per il Valpo come invece meriterebbero.»

«Il movimento femminile è in fortissima espansione – prende atto la società della Diga –  come lo dimostrano i successi della Nazionale Italiana anche ai Mondiali di Calcio in Francia, e la macchina organizzativa che una società di Serie A deve mettere in moto è diventata troppo competitiva e il ChievoVerona, per rispetto di Flora e di tutte le persone che hanno lavorato affinché questa macchina viaggiasse a ritmi elevati, deve interrompere il percorso fatto insieme».

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