Cassano, dietro alla retromarcia la moglie e Fusco

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L’attaccante ieri mattina era intenzionato a lasciare il Verona e il calcio. Poi il lavoro psicologico del direttore sportivo e la presenza di Carolina. Da lì la retromarcia.

Sembrava di risentire Mina: “Non gioco più me ne vado”. La vita sarà anche un letto sfatto, come diceva la canzone, ma poi Cassano deve averci ripensato: contrordine, gioco ancora. Tutto nel giro di una giornata, quella di ieri, a dir poco convulsa nel ritiro del Verona a Mezzano di Primiero.

Dopo pranzo l’indiscrezione, poi confermata, della Gazzetta dello Sport: “Cassano si ritira, nostalgia di casa”. A seguire la convocazione di una conferenza stampa di Fantantonio. Neanche il tempo di stendere coccodrilli e commiati che Cassano, affiancato dal direttore sportivo Filippo Fusco, davanti ai giornalisti ha spiazzato ancora una volta tutti. Shock e contro-shock a stretto giro: continuo a giocare, continuo con il Verona: “E’ stato un momento di grande debolezza, ero stanco, volevo un attimo staccare”.

Nel mezzo un vertice con Fusco, l’allenatore Fabio Pecchia e al telefono il presidente Maurizio Setti, presente anche la moglie di Cassano, Carolina, per il tormentato e geniale attaccante un punto di riferimento assoluto.

Da lì la retromarcia e una voglia matta di ricominciare: “Voglio vincere la mia scommessa, tante volte ho ragionato con la pancia sbagliando nella maggior parte dei casi, ma questa volta grazie a mia moglie e ai miei figli, e grazie alla tenacia di questo signore qui (il ds Fusco ndr), di Fabio (l’allenatore Pecchia, ndr) e del presidente Setti ho deciso di tornare sui miei passi. Voglio fare una stagione super con il Verona”.

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