Alzare l’asticella è (sempre) una buona idea

È la vicenda della Asd Valpantena Volley che, scelta una strada impegnativa per formare al meglio le proprie atlete, adesso è piacevolmente bersagliata dall’interesse di club ben più importanti per una delle proprie giovanissime e talentuose giocatrici.

Nicole è una ragazza di 14 anni, troppi per considerarla una bambina, troppo pochi per considerarla una donna. Giocatrice di pallavolo dai tempi della scuola primaria, qualche mese fa è capitata sotto gli occhi degli osservatori giusti, finendo per essere convocata ad un raduno della Nazionale giovanile. Probabilmente nemmeno se l’aspettavano, al Valpantena Volley, ma da quel momento la vita di un piccolo club di provincia è stata stravolta.

L’Asd Valpantena Volley è nata a cavallo degli anni Dieci del 2000 dalla fusione di due associazioni preesistenti sul territorio. Al giorno d’oggi conta circa 150 tesserati, la stragrande maggioranza dei quali nelle squadre di pallavolo. Oltre al volley, prettamente femminile non per scelta, essendo la valle un difficile bacino per la pratica maschile, la società organizza anche corsi di ginnastica di vario tipo.

Il consiglio direttivo, presieduto attualmente da Cristina Girlanda (ma al termine del mandato con la metà di aprile), da un paio di stagioni ha deciso di virare completamente la mission dell’associazione. Mentre, fino a qualche anno fa, l’obiettivo era semplicemente quello di dare alle ragazze di Stallavena e dintorni l’opportunità di giocare a volley, ad un certo punto ai dirigenti ha iniziato a balenare in mente una domanda: perché non alzare l’asticella? D’altra parte ci sono altre realtà in zona che operano con passione, concentrandosi unicamente sull’aspetto ludico dello sport.

Da questa riflessione è partita la decisione di prendere in mano il proprio organigramma e includervi delle figure esperte che garantissero competenza ed uniformità di lavoro negli staff tecnici delle diverse squadre presenti. Oggi il Valpantena ha due direttori sportivi che seguono rispettivamente le squadre delle piccole atlete fino all’under 13 e quelle più grandi, fino al team che milita in seconda divisione provinciale.

Talvolta i fiori crescono nel deserto, ma questo non sembra proprio il caso. Il club dai colori verde e blu, che ha come slogan “Uniti per creare sport” e che detiene il patentino “Scuola regionale di pallavolo” per insegnare il volley nelle scuole, sta iniziando a raccogliere i frutti di questo lavoro.

Un paio di atlete sono in prestito a società che partecipano a campionati senior nazionali. Ma Nicole sembra il vero e proprio crack. «Dalla sua convocazione si sta muovendo tutto il mondo» le parole di Massimo D’Agostini, vicepresidente del club. «Quando la nostra squadra Under 13 ha partecipato ai campionati regionali, la scorsa stagione qualche occhio ha notato la prestanza fisica e la preparazione atletica della nostra ragazza: è partito questo treno che ci sta aprendo vie inedite di crescita, anche per il nostro staff e per la dirigenza».

Vero, come qualcuno ricorda, che è pur sempre un contesto remoto e che “l’acqua va sempre verso il basso”. Ma questo pare il prologo di una storia che sembra dover ancora scrivere i suoi capitoli migliori.

Nicole Modesti

«Una bella atleta ed una bella persona»

La presidente Girlanda si sbilancia parlando di Nicole: «Non è ancora  definito, ma potrebbe diventare un grande laterale. È una bella atleta ed una bella persona. Impersona lo stereotipo di giocatrice di pallavolo e tra le sue qualità c’è anche l’essere umile». Nonostante un bacino ristretto, la mancanza di una prima squadra di richiamo e difficoltà come in ogni società medio-piccola, il clamore di questa convocazione sta aprendo al club del comune di Grezzana interlocuzioni inimmaginabili. «Ci ha addirittura chiamato una società che fa la serie A con la propria prima squadra – confessa D’Agostini – e non nego che nel mio cuore ci sia la speranza di poter dire, un giorno: “Quella grande giocatrice è cresciuta con noi”».

 

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