2Valli Historic a Guagliardo la regolarità è di Pilastro

VERONA – È Domenico Guagliardo il vincitore del 7° Due Valli Historic. La partecipazione alla corsa veronese dell’asso siciliano è stata decisa all’ultimo, ufficialmente motivata da esigenze di sviluppo sulla Carrera RS preparata dallo stesso pilota, ma quando la sfida ha iniziato a farsi calda, “Mimmo” non ha resistito ed è andato a vincere. Da semplice test, la marcia di Guagliardo, navigato da Roberto Consiglio, si è rivelata un’esaltante affermazione. Sotto un sole cocente, la corsa si è decisa durante la seconda giornata, dopo il prologo di venerdì 27.

A seguito dell’accorciamento per motivi di sicurezza, la prova di Roncà-Roncà è stata la meno influente sulla classifica, e alla “Carbonari” è spettato il compito di dettare il ritmo vero. È bastato il primo passaggio per sconvolgere la classifica. Lucio Da Zanche, campione italiano in carica che in quel momento era in testa, ha commesso il primo errore della stagione finendo fuori strada, senza conseguenze, e salutando la compagnia. A quel punto Guagliardo ha iniziato ad imporre un forcing alla corsa liberandosi passo passo degli avversari. Oneste le sue parole: «mi spiace per Lucio Da Zanche» ha detto al traguardo «non so se avrei vinto ugualmente senza il suo ritiro, ma sono certo che ce la saremmo giocata fino alla fine»

Gli unici che hanno tentato di arginare la fuga del siciliano sono stati Matteo Musti e Alberto Salvini, entrambi su Porsche preparate dalla Balletti Motorsport. I due si sono rincorsi durante tutto il rally, hanno viaggiato sugli stessi tempi e solo per pochi secondi alla fine è stato Salvini a salire sul secondo gradino del podio, a 15.7 secondi dal vincitore.

Gara positiva anche per Lucky Battistolli, attesissimo della vigilia. Il vicentino, rientrante dopo la “toccatina” del Lana, ha preso le misure della Ferrari 308 e se non fosse stato per un testacoda sulla quarta prova speciale, avrebbe sicuramente potuto giocarsela per il quarto posto, visti i tempi che ha fatto registrare nel pomeriggio. Ha invece dovuto accontentarsi di chiudere sesto, dietro a Roberto Montini e al veronese Riccardo Andreis (entrambi su Porsche). Anche questi ultimi sono stati protagonisti di un’accesa sfida per il quarto posto nelle battute conclusive, con il secondo che ha dovuto cedere il passo al portacolori del Team Bassano proprio negli ultimissimi chilometri. Il veronese della Car Racing, vincitore del Due Valli 2010, ha tentato l’impossibile per acciuffare la quarta piazza, sfumata per soli 6 decimi di secondo.

Soddisfazione di famiglia per i Montini, dato che il figlio Nicholas ha conquistato la classe 2/2000 del terzo raggruppamento, prima vettura non Porsche o Stratos al traguardo, in tredicesima posizione assoluta. Davanti al giovane Montini, a completare i primi dieci anche “Pedro” (Lancia Stratos) giunto alle spalle di Lucky al settimo posto, Domenicali (Porsche 911 SC) ottavo, Oreste Pasetto (Porsche 911 S) nono e Giorgio Costenaro (Lancia Stratos) decimo. Solo undicesimo l’altro veronese Nicola Patuzzo.

Gara sensazionale quella del trofeo A112 Abarth, che vedeva il ritorno del rientrante Franco Beccherle, campione lo scorso anno, con alle note Giulia Benedetti. L’equipaggio Scaligera Rallye, attesissimo sulle strade di casa, ha dovuto lottare con problemi di surriscaldamento e alla fine ha chiuso al quarto posto di classe. Davanti è stata sfida vera. Con Lisa Meggiarin, capoclassifica della serie, che ha deciso per una condotta di gara calcolatrice, si sono scatenati gli altri due portacolori del Team Bassano: Tiziano Nerobutto da una parte e Franco Panato dall’altra. I due equipaggi si sono affrontati a viso aperto, curva dopo curva. Panato ha condotto quasi tutta la gara fino al penultimo tratto cronometrato, quando Nerobutto è passato avanti di ben 5 secondi. Sembrava fatta, ma con un’ultima speciale da campione consumato, Panato ha recuperato il gap chiudendo vincitore per meno di un secondo. Emozione vera al traguardo, per un trofeo che come negli anni passati sa regalare emozioni vere a pubblico e piloti.

Il 3° Due Valli Classic è stata la definitiva conferma che nella regolarità sport non è mai detta l’ultima parola. A vincere è stato Adriano Pilastro, portacolori del progetto MITE, che unisce sport e solidarietà consentendo a persone cieche o ipovedenti di salire sul sedile di destra. Lo sa bene Oscar Savoldelli, uno dei nomi storici del progetto guidato da Gilberto Pozza, che assieme a Pilastro ha ottenuto una vittoria incredibile, decisasi sull’ultima prova.

L’avversario era di quelli tosti. Giordano Mozzi, vincitore della Mille Miglia 2011, in gara qui con una Opel Kadett GTE ma favoritissimo del pronostico. In effetti, il portacolori della Scaligera Rallye ha condotto per tutta la gara, ma ben presto ha constatato che scrollarsi di dosso Pilastro non era facile. E così è stata battaglia a suon di millesimi di secondo, con i due che si sono più volte appaiati in classifica. Sull’ultimo pressostato, la Kadett di Mozzi si è spenta nel momento clou, costringendolo a transitare sul rilevamento a motore spento, procedendo per inerzia. Forse per questo motivo, Mozzi ha preso 11 penalità, mentre Pilastro ha ottenuto il punteggio netto. Al termine quindi, l’Autobianchi A112 del progetto MITE ha portato a casa una vittoria meritata ma sudata con 44 penalità contro le 55 di Mozzi.

Dietro, terzo al termine, Stefano Pezzo (Scaligera Rallye) con 201 penalità, il che la dice lunga sulla superiorità dei primi due. Quarto, di pochissimo, un ritrovato “Gianba” Favero (Scaligera Rallye) che ha totalizzato 206 penalità, meritevole di avere portato al traguardo la sua 124 Abarth nonostante la toccatina all’anteriore. Quinto il primo portacolori dell’HCC Daniele Carcereri con 212 penalità.

Va poi segnalata la sfortuna dei fratelli Turazza, portacolori Luxino Rally. A bordo della loro Opel Kadett, oltre a regalare il classico “finnic show” a suon di traversi, sono stati a lungo in lotta per il terzo posto assoluto. Sull’ultima prova un errore che è costato il massimo delle penalità e con esse il podio.

In allegato, le classifiche.

La Redazione