Sponda: «La valorizzazione della Val Tramigna fiorisce attraverso la Via dell’Iris»
«L’armonia del paesaggio collinare e delle contrade d’altri tempi. Il fitto del bosco attraversato dal torrente, nel piacevole odore del muschio e della resina. I muretti a secco che accompagnano il viandante sui sentieri degli iris in fiore, tra castelli e cipressi secolari. Questo piccolo paradiso si trova ai piedi della Lessinia, da Soave a Tregnago passando per Illasi. Lo farà conoscere la “Via dell’Iris”». Con queste parole il consigliere segretario della Lega-Liga Veneta Alessandra Sponda ha presentato il percorso tematico la Via dell’Iris, nel corso della conferenza stampa di oggi a Palazzo Ferro Fini con le amministrazioni comunali e le associazioni interessate.
«Si tratta di un percorso di 26 chilometri con un dislivello di 825 metri, attraversabile a piedi, in bicicletta o anche a cavallo – ha aggiunto Sponda –. Sarà valorizzato soprattutto grazie alla sensibilità del Comune di Cazzano di Tramigna, che ha lavorato come capofila ad un progetto ambizioso e d’eccellenza, coinvolgendo il vicino Comune di Tregnago. A tutto questo si aggiunge l’attività di ricerca e di studio sull’utilizzo dell’iris nei settori della salute e dell’ambiente, da parte dell’Università di Ferrara altro importante partner. Ma non vanno dimenticati i gruppi di persone innamorate di questi luoghi, che intendono farli conoscere a tutti i veneti: l’associazione la Via dell’Iris, Kaminando Onlus, il Club Alpino Italiano di Tregnago e ben cinque Aziende agricole della zona Est Veronese, a partire da Erba Madre che realizza prodotti di erboristeria a base di iris. La realizzazione del progetto è prevista entro due anni, principalmente grazie ai finanziamenti della Fondazione Cariverona».
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Una volta terminato il proprio intervento, il consigliere Sponda ha ceduto la parola alla sindaca di Cazzano Maria Luisa Guadin, giunta a Palazzo Ferro Fini assieme agli altri fautori della ‘Via dell’Iris’.
Guadin è entrata nei dettagli del progetto: «Sono tre i passaggi principali. Il primo sarà la realizzazione del percorso tematico vero e proprio: dall’Abbazia di Villanova (San Bonifacio) si risale la Val Tramigna, si attraversa Soave fino a raggiungere in quota la frazione di Castelcerino, per proseguire quindi fino a Caltrano – Campiano (frazione di Cazzano); qui si raggiunge la parte più alta della Valle al Capitello di Sant’Anna, per poi fare capolino alla chiesa parrocchiale di Tregnago. Sono state individuate anche due varianti nello stesso territorio comunale di Cazzano».
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«Il secondo passaggio consisterà nella valorizzazione della coltura dell’iris, fiore che in passato ha rivestito grande importanza per il tessuto sociale ed economico del territorio. Il terzo, infine, nella valorizzazione del territorio, in modo da innescare un processo di promozione del ‘turismo lento’ che porti alla ricoperta della Val Tramigna e dei suoi borghi e contrade».
Ha continuato Guadin: «Non è tutto, perché la Via dell’Iris è molto di più. Saranno ristrutturati, per esempio, alcuni manufatti in abbandono che si trovano lungo il percorso. Il Comune di Cazzano ha già restituito ai vecchi fasti una fontana e una scala in località Caltrano, mentre Tregnago provvederà alla sistemazione di un ponte e un capitello. Inoltre, il percorso sarà geolocalizzato e segnalato con una cartellonistica specifica; saranno realizzate le mappe della Val Tramigna e della Via dell’Iris, disponibili in forma cartacea e digitale. Vanno aggiunte le attività con le scuole per la piantumazione dei rizomi, fino a 10mila in tutto, così come il coinvolgimento della comunità per la diffusione dell’iris, anche con incontri pubblici».
«È prevista quindi la creazione di un sito web dedicato. Già da undici anni organizziamo la Festa dell’Iris, prevista per il 19 maggio 2024, a Campiano, alternando momenti a stretto contatto con la natura a momenti di relax, passeggiate e degustazioni dei nostri prodotti tipici. Infine, il progetto prevede lo studio scientifico delle varietà di iris e delle sue lavorazioni, per l’ottenimento del ‘burro di iris’».
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