Spente le antenne abusive sulle Torricelle: le reazioni dei politici veronesi

Dopo i sigilli posti ai ripetitori radiotelevisivi sulle colline di Verona il mondo politico scaligero dice la sua sulla vicenda: il sequestro è stato troppo brusco, ma la legalità prima di tutto.

 

Ha provocato un vero e proprio terremoto nello scenario mediatico locale il sequestro delle antenne abusive, posizionate nei pressi delle Torricelle, che davano voce a numerose emittenti televisive e radiofoniche veronesi tra cui Telearena, del Gruppo Athesis, Telenuovo, Telepace e Radio Verona.

L’installazione dei ripetitori, posizionati sulla seconda Torricella Massimiliana di salita Santa Giuliana, era avvenuta verso gli anni ottanta e da allora aveva sollevato solo polemiche soprattutto tra i residenti, che ne avevano richiesto più volte la rimozione. Il caso è stato portato anche agli onori della cronaca nazionale un paio di anni fa a seguito del servizio mandato in onda dalla trasmissione di Rai Tre, Report, ma nonostante le ripetute denunce effettuate, le inchieste aperte dalla magistratura veronese risultavano archiviate o cadute in prescrizione. Eppure il provvedimento della procura scaligera è arrivato ed è stato messo in atto la mattina del 13 dicembre scorso, quando le Fiamme Gialle sono intervenute per porre i sigilli all’area e i tecnici di Agsm hanno tolto la corrente. All’indomani del sequestro, mentre Legambiente e il comitato di residenti si dichiarano soddisfatti, è il mondo politico veronese ad esprimersi in merito alla vicenda sottolineando la natura troppo repentina dell’intervento da parte della procura scaligera:

“Hanno sparato prima di intimare l’alt: trovo decisamente eccessivo il provvedimento del sequestro del sito col conseguente spegnimento delle trasmissioni. – dichiara Flavio Tosi, segretario di Fare! ed ex sindaco di Verona – “Sarebbe stato più sensato da parte delle autorità fissare un termine ultimativo per concludere un accordo tra le parti, costringendole a definire la procedura. Il vero danno lo subiscono i cittadini, privati di uno tra i diritti fondamentali che è quello all’informazione”.

Esprime massima solidarietà ai giornalisti e a tutti i lavoratori delle emittenti oscurate Lorenzo Fontana, europarlamentare, vicesindaco di Verona e vicesegretario federale della Lega: “Auspichiamo che la vicenda possa comporsi in tempi brevissimi, trovando un accordo che sappia contemperare la necessaria esigenza di legalità con: la doverosa tutela dei posti di lavoro, la salvaguardia di un servizio di interesse pubblico, tutelato dalla Costituzione,  e del pluralismo dell’informazione. Intendo portare il caso all’attenzione dell’Unione Europea e, tramite i nostri parlamentari, interrogare il governo Italiano, sottolineando che in questa vicenda sono in gioco posti di lavoro e diritti costituzionalmente garantiti. Il blackout delle reti rappresenta un danno per tutti i cittadini veronesi” – continua Fontana – “In questa vicenda giornalisti, lavoratori, utenti non c’entrano niente, ed è ingiusto che debbano subirne le conseguenze. Il rispetto della legalità è fondamentale e imprescindibile, ma la decisione di un sequestro preventivo ha ripercussioni di cui non si può non tenere conto. In gioco ci sono infatti centinaia di posti di lavoro, la tenuta di aziende e la garanzia di servizi e del pluralismo dell’informazione. Fattori, questi, fondamentali, che rischiano di essere messi in crisi nel momento in cui si decide di apporre sigilli ai ripetitori”.

È, invece, il portavoce alla Camera per il M5S, Mattia Fantinati, ad affermare come, nonostante i molti lavoratori ingiustamente coinvolti, la legalità debba rimanere un elemento imprescindibile per le amministrazioni scaligere: “È una vicenda che si trascina da diversi decenni quella relativa alle antenne sotto sequestro preventivo da parte della Procura. L’installazione di ripetitori televisivi e radiofonici di circa una ventina di aziende coinvolte, sulla seconda Torricella Massimiliana era stata riportata alla ribalta alcuni anni fa attraverso la trasmissione Rai, Report. Una vicenda che rattrista perché coinvolge numerosi lavoratori del settore che subiscono impotenti questa situazione ma che conferma la netta condanna nei confronti di tutte le amministrazioni veronesi, alternatesi in questi decenni che nulla hanno potuto, o voluto fare, per rimediare questa situazione conosciuta ma pur sempre abusiva.”