Specializzandi al primo anno in servizio nei pronto soccorso. Lanzarin: «Il tutoraggio ci sarà»

Ha fatto discutere la decisione della Giunta Regionale che prevede la possibilità per i medici iscritti ai corsi di formazione in medicina generale di avere già dal primo anno incarichi temporanei fino a mille assistiti. Secondo i sindacati «è troppo presto ed è mancato il dialogo». Ma Lanzarin replica: «Ci sarà l'affiancamento».

Medici Specializzandi in servizio pronto soccorso medico di base
Foto d'archivio

Sanità, Fimmg Veneto rompe con la Regione: «Al primo anno in servizio senza nemmeno un tutoraggio»

La Fimmg è in una fase di rottura con la Regione Veneto. Lo spiega all’agenzia Dire, il segretario della Fimmg del Veneto, Maurizio Scassola. La motivazione è l’approvazione definitiva degli emendamenti all’adeguamento ordinamentale che introducono, tra le altre cose, la possibilità per i medici iscritti ai corsi di formazione in medicina generale di avere già dal primo anno incarichi temporanei fino a mille assistiti, che diventano 1.200 a partire dal secondo anno. Motivo della rottura, in realtà, non è quanto previsto dalla Regione in linea generale, ma la mancanza di confronto.

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La mancanza di confronto

Maurizio Scassola, segretario della Fimmg del Veneto

«Noi abbiamo un momento di rottura nei rapporti con la Regione. Ieri c’è stata una riunione tra sindacati e Regione a cui non abbiamo partecipato. Abbiamo mandato una lettera al dottor Flor (direttore generale della Sanità veneta, NdR) dicendo che noi desideriamo dei segnali precisi di cambiamento di rotta rispetto ai rapporti e il recupero del Comitato regionale per la medicina generale. Quest’ultima è il luogo dell’approfondimento, della programmazione e delle decisioni. Ma da anni non viene più convocato», spiega Scassola.

Il malcontento, infatti, «parte dal mancato coinvolgimento del sindacato nel contesto delle norme che sono state deliberate dalla giunta. La Regione dice di aver concordato con noi tutto quanto, ma noi non abbiamo concordato nulla con la Regione», attacca il segretario del sindacato. Racconta inoltre di aver potuto approfondire il contenuto di quanto previsto dalla giunta regionale solo in commissione Sanità del Consiglio regionale. Ciò è avvenuto in una seduta ottenuta «anche su sollecitazione della Fimmg. Abbiamo chiesto di riportare la discussione in un ambito istituzionale corretto, per analizzare e affrontare il problema».

FIMMG chiede maggiore sensibilità rispetto alla sicurezza delle cure

Al netto del mancato confronto preventivo, riporta Scassola che non ci sia «nulla di scandaloso in quello che ha fatto la Regione. Sostanzialmente riprende un disegno di legge in discussione al Senato con la collaborazione della Fimmg nazionale. Noi non siamo mai stati contrari al fatto che giovani medici potessero iniziare, in una fase emergenziale, a lavorare. Ma quello che avremmo voluto e desiderato è maggiore sensibilità della Regione rispetto alla sicurezza delle cure».

L’importanza di un tutoraggio continuo

Di qui la richiesta, avanzata martedì 10 maggio in commissione, di prevedere un tutoraggio continuo dei medici in servizio durante la formazione. «La Regione ci ha detto che questo tutoraggio non c’è mai stato e che i medici hanno già affrontato da tempo sostituzioni con 1.500 pazienti. Noi rifiutiamo questa logica, è ora che ci sia una analisi dei problemi e questa era l’occasione per discutere, ragionare insieme, programmare insieme», afferma Scassola.

Cimo Veneto: «Specializzandi al pronto soccorso dal primo anno? È troppo presto»

Giovanni Leoni, presidente Omceo Venezia, vicepresidente Omceo nazionale e segretario sindacato dirigenza medica Cimo

Della stessa idea è anche Cimo Veneto, come racconta il segretario Giovanni Leoni. «Noi ci abbiamo provato, il fatto che la Regione non ci abbia minimamente considerati non mi stupisce più di tanto. Ormai la decisione era presa. Ma noi, come rappresentanti della professione, dobbiamo manifestare i nostri principi al netto di quella che poi è la possibilità politica o meno che vengano accettati». Queste le parole del presidente Omceo Venezia, vicepresidente Omceo nazionale e segretario sindacato dirigenza medica Cimo, Giovanni Leoni, all’agenzia Dire.

Leoni: «Servirebbe un aumento per i medici dipendenti»

Le perplessità cominciano dalla possibilità per gli specializzandi di prestare servizio nei pronto soccorso già dal primo anno. Secondo Leoni, «è troppo presto. Bisognerebbe invece aspettare almeno il secondo anno». Dopodiché, secondo Leoni, bisognerebbe prevedere un aumento per i medici dipendenti che svolgono prestazioni aggiuntive in tutti i reparti in cui c’è un decifit di personale e concorsi esperiti senza esito adeguato. Al momento, infatti, un medico specializzando che va a coprire una posizione prende cento euro lordi l’ora. Un medico dipendente che copre la vacanza in extraorario prende invece sessanta euro lordi l’ora.

«Per fare il medico fino a ieri serviva una scuola, ora non più. È strano»

Per quanto riguarda il dibattuto tema dei medici di base in corso di formazione, i cui pazienti sono aumentati da 650 a mille già dal primo anno, con la possibilità i arrivare a 1.200 a partire dal secondo, secondo Leoni «la scelta rischia di aumentare ancora i carichi di lavoro dei pronto soccorso. Infatti, se il medico di base non è in grado di gestire alcune situazioni a un certo punto manda il paziente in pronto soccorso, facendo aumentare i codici bianchi». Quindi assegnare troppi pazienti a medici in formazione potrebbe non essere una buona idea. «Per fare il medico di medicina generale bisogna anche imparare gestione del paziente con qualcuno vicino. Anche perché fino a ieri serviva la scuola, adesso improvvisamente non serve più. È strana la situazione», conclude.

La replica di Lanzarin: «Si discuta su basi veritiere: il tutoraggio ci sarà per tutti»

Manuela Lanzarin
L’assessora regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin

Non tarda ad arrivare la risposta dell’assessora regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin. «I giovani medici iscritti alla Scuola di formazione specifica in medicina generale che decideranno di entrare nel sistema sanitario territoriale durante la formazione saranno inseriti tutti, nessuno escluso, in un sistema di tutoraggio che li supporterà nel cammino formativo e professionale. Sostenere il contrario, come ho visto fare sulla stampa di oggi da parte di esponenti dell’opposizione, è scorretto, perché falso».

«Con queste informazioni false si rischia di innescare dubbi nella popolazione»

«Peraltro anche il Comitato Scientifico della Scuola di Medicina Generale, avallando la scelta dell’aumento del massimale, attraverso uno specifico gruppo di lavoro ha inoltre previsto la formulazione di percorsi di tutoraggio a tutela del percorso formativo. Come Giunta e come maggioranza – aggiunge l’Assessore – abbiamo fatto ciò che serviva in emergenza per dare una risposta a necessità reali e urgenti. Si può anche dissentire, perché è il sale della democrazia, ma va fatto su basi veritiere. Così, invece, non solo si finisce per delegittimare giovani medici, che lo sono a tutti gli effetti perché hanno alle spalle un percorso di anni di studio, una laurea in medicina e chirurgia e un’abilitazione a esercitare, ma si rischia anche di innescare dubbi nella popolazione».

Conclude: «Assicuro ogni cittadino veneto che l’assistenza fornita da questi giovani e volonterosi professionisti sarà la migliore, anche grazie alla figura del tutor, che tutti avranno».

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