Sottosegretario Ostellari in visita al carcere di Montorio

Il senatore Andrea Ostellari, sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega al trattamento dei detenuti, si è recato in visita oggi alla casa circondariale di Montorio insieme al presidente della Commissione giustizia alla Camera, Ciro Maschio, la deputata Maddalena Morgante e l'europarlamentare Paolo Borchia, «per ascoltare la Polizia penitenziaria, gli educatori e tutto il personale…

Il senatore Andrea Ostellari, sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega al trattamento dei detenuti, si è recato in visita oggi alla casa circondariale di Montorio insieme al presidente della Commissione giustizia alla Camera, Ciro Maschio, la deputata Maddalena Morgante e l’europarlamentare Paolo Borchia, «per ascoltare la Polizia penitenziaria, gli educatori e tutto il personale di questo importante istituto».

Il messaggio di Ostellari: «Le Istituzioni sono al vostro fianco e il Governo è al lavoro per risolvere progressivamente i problemi e assicurare dignità e tutele a chi rappresenta lo Stato».

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«Ringrazio il Sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega al trattamento dei detenuti, senatore Andrea Ostellari, per la visita di oggi – commenta Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega – alla Casa circondariale di Verona, che conferma l’attenzione della Lega verso le realtà penitenziarie. Quella di Montorio è, senza dubbio, virtuosa, sicuramente risultato dell’ottimo lavoro svolto dal suo personale. Dall’incontro di oggi sono, comunque, emerse alcune criticità legate alla presenza di molti detenuti stranieri e alle condizioni psicofisiche dei carcerati».

Secondo i dati riportati nella relazione 2022 del Garante dei detenuti di Verona, don Carlo Vinco, al 31 dicembre 2022 nel carcere di Montorio erano ospitati 530 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 338. Di questi, 200 italiani e 330 stranieri.

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Continua Borchia: «È, quindi, necessario porre particolare attenzione ai detenuti con problemi psicologici e psichiatrici e aprire, quindi, una seria riflessione sia a livello di formazione degli addetti ai lavori che di strutture idonee che possano gestire detenuti affetti da queste problematiche. Non solo, una delle priorità emerse è quella di potenziare le opportunità di lavoro in carcere: l’occupazione è la vera alternativa all’impostazione svuotacarceri. Per questo, serve lavorare su una comunicazione efficace che metta in sinergia carcere e impresa in modo da offrire opportunità lavorative ai detenuti».

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