Sospensione delle scuole, i commenti di Zaia e Sboarina

Confermata la sospensione delle scuole fino all'8 marzo in Veneto. I commenti del governatore Zaia e del sindaco di Verona Sboarina.

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Confermata la sospensione delle scuole fino all’8 marzo in Veneto. Il personale sarà attivo, ma gli studenti restano a casa. L’università di Verona invece fornirà le lezioni in modalità telematica.

Il governatore Luca Zaia ha anche chiesto lo sblocco della zona rossa di Vo’ Euganeo e posto la questione delle difficoltà di applicazione negli esercizi commerciali e nei pubblici esercizi della norma sul droplets, cioè la distanza minima fra clienti ed avventori.

«Restano sospese le attività delle scuole per una settimana. Il che vuole dire che potrà andarci il personale, ma non i ragazzi» ha spiegato Zaia, al termine della videoconferenza con il governo.

In Protezione civile, ha fatto sapere Zaia, «abbiamo avuto una discussione di ore da questa mattina. Quello che posso dirvi è che la grande preoccupazione dei clinici e degli esperti per il rischio contagi va soprattutto sulle scuole e luoghi di culto».

Al governo, «abbiamo chiesto che si possa dare un respiro almeno per i fedeli».

In serata è atteso il decreto dal Consiglio dei ministri, ma la sospensione delle scuole è ormai certa. Il presidente Zaia, negli scorsi giorni, aveva espresso l’intenzione di farle riaprire.

Lo stesso auspicio per il sindaco di Verona Federico Sboarina: «Anch’io avrei preferito, come Zaia, la riapertura delle scuole perché, dopo la conferma di Vinitaly, sarebbe stato un bel segnale di fiducia. Ho anche predisposto la sanificazione di nidi e materne comunali proprio con questo scopo. Dobbiamo però adeguarci e seguire le indicazioni della comunità scientifica, che ha il compito di indirizzare le scelte a tutela della salute dei cittadini».

Ulss 9 Scaligera e Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona proprio oggi pomeriggio hanno voluto rassicurare i veronesi: nessun caso in provincia, e gli ospedali funzionano regolarmente.

«Siamo chiamati a fare ognuno la nostra parte – ha aggiunto Sboarina – affinché l’andamento del contagio continui il trend in discesa. Anche se le scuole non riaprono vista la necessità di altre misure precauzionali, questo non impedisce di avere un ritorno alla normalità in altri piccoli aspetti quotidiani, come una passeggiata o un caffè al bar».

«È sufficiente attuare il decalogo ministeriale e non cedere all’allarmismo e alla psicosi. Anche con le categorie economiche stiamo perseguendo questa strada di buon senso, siamo impegnati a far arrivare al governo le esigenze produttive affinché non si fermi la locomotiva veneta e veronese, siamo fra i pilastri del Pil nazionale e dobbiamo blindare i posti di lavoro».

«Mentre i medici ci mettono al sicuro dal contagio – conclude Sboarina –, il governo appronti un vero piano Marshall di aiuti alle aziende e imponga all’Europa di non discriminare l’Italia solo perché qui la prevenzione con i test funziona. Servono anche forti investimenti per riportare l’immagine mondiale del nostro paese nel giusto alveo».