Social network, Guadagnini: «Serve essere informati»

Il tema del giorno sono i social network e ciò che di buono e cattivo si nasconde nel mondo virtuale. In questi ultimi mesi sono stati diversi i casi di cronaca che li hanno visti come protagonisti, in particolare TikTok e Omegle. Come si possono impedire certi gesti? Per parlarne siamo in collegamento con la psico-terapeuta Giuliana Guadagnini.

Il tema del giorno sono i social network e ciò che di buono e cattivo si nasconde nel mondo virtuale. In questi ultimi mesi sono stati diversi i casi di cronaca che li hanno visti come protagonisti, in particolare TikTok e Omegle. L’ultimo episodio è avvenuto a Palermo dove una bambina di dieci anni è morta asfissiata dopo aver preso parte ad una challenge su TikTok. Come si possono impedire certi gesti? Per parlarne siamo in collegamento con la psico-terapeuta Giuliana Guadagnini.

«I ragazzi hanno voglia di relazioni, di interfacciarsi con qualcuno e condividere le loro emozioni. Le risposte a questo loro bisogno le trovano immediate nei social» afferma Guadagnini. «La difficoltà ad uscire causa covid, ha fatto sì che il mondo reale si sia spostato nel virtuale. I genitori, non conoscendo la nascita di queste app, non si pongono il problema di dover allertarsi».

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«Le insidie sono la condivisione dei dati personali, dando dati che rendono raggiungibili. Un secondo problema è che si passa da un social ad un altro e questo crea una rete di diffusione dei dati personali. Infine c’è l’incontro nella realtà con chi si contatta» prosegue. Anche a Verona e provincia ci sono casi. Omegle per esempio in questi anni si è diffuso, attirando nella sua rete alcuni ragazzi» continua.

«Il limite dei 13 anni per Tik Tok è sicuramente un passo avanti, una consapevolezza del pericolo. Tik Tok stesso avverte di stare attenti, ma il problema è ciò che postano le persone adulte. Soprattutto ciò che crea più pericolo è il vamping, la pratica che vede le persone diffondere dati online durante la notte, quando il livello di sicurezza è più basso» prosegue. «Nelle ultime settimane sono nate due nuove piattaforme, ClubHouse e i concent per il sesso online con il consenso dell’altra persona».

Importante il ruolo dei genitori. «Devono capire con chi chattano i figli e poi contattare le forze dell’ordine. Serve poi essere informati e se serve rivolgersi a chi può aiutare, associazioni o esperti».