Sistema SIO, CGIL e Nursing Up proclamano lo stato di agitazione

«Dopo più di nove mesi, il nuovo sistema informatico Sio Trakcare, applicato all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona su disposizione della Regione Veneto che aveva affidato il relativo bando ad Azienda Zero, ad oggi non ancora collaudato, continua ad arrancare, non vuole saperne di nascere, seminando ogni giorno disagi tra il personale medico e infermieristico…

«Dopo più di nove mesi, il nuovo sistema informatico Sio Trakcare, applicato all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona su disposizione della Regione Veneto che aveva affidato il relativo bando ad Azienda Zero, ad oggi non ancora collaudato, continua ad arrancare, non vuole saperne di nascere, seminando ogni giorno disagi tra il personale medico e infermieristico sottoposto ad un insostenibile aumento del rischio clinico.

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Fp Cgil e Nursing Up proclamano dunque lo stato di agitazione che da qui ai prossimi giorni chiamerà in causa il Prefetto di Verona davanti al quale dovranno presentarsi parti sindacali e Azienda Ospedaliera. Contemporaneamente le organizzazioni sindacali annunciano l’avvio di una campagna di sensibilizzare tra la gente che punta a rendere tutti i cittadini consapevoli dei rischi «tanto gravi quanti inutili a cui sono sottoposti da questa assurda sperimentazione giocata sulla pelle dei pazienti e del personale sanitario».

L’obiettivo è «ottenere la sospensione immediata del programma informatico da tutti i reparti e le unità ospedaliere dell’Aoui e indurre la Regione ad annullare il bando del 2019 per trasferire le risorse ultramilionarie ad esso destinate su un altro applicativo realmente funzionante e realmente utile al lavoro di medici e infermieri e alla salute dei cittadini», affermano le organizzazioni in una nota.

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«A causa del sistema, infatti, la quotidianità nei reparti nelle unità ospedaliere continua ad essere caratterizzata da enorme dispendio di tempo, energie e da un costo economico altissimo, con processi di gestione del paziente frammentati e complicati, procedure arzigogolate, lente, laboriose, poco intuitive che possono indurre facilmente all’errore e all’inevitabile innesco di contenziosi medico-legali. Un ulteriore fardello di cui i lavoratori e le lavoratrici della sanità, già sotto organico, sottoposti a ritmi e turni massacranti, sempre a rischio di burn-out, non vogliono e non possono farsi carico. Molti di loro, anche a causa del Sio, si sono licenziati, e altri purtroppo seguiranno. Ci domandiamo a chi abbia giovato la scelta di avviare una sperimentazione del genere, che si è rivelata un salto nel vuoto, proprio a partire da una azienda enorme e particolarmente complessa come l’Azienda Ospedaliera di Verona, e non invece da una realtà più piccola e, di conseguenza, più gestibile», aggiungono.

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