Sistema Sio Aoui Verona, per Cisl e Uil «a un passo dal fallimento»

I sindacati Cisl e Uil di Verona avevano cercato un dialogo con Aoui e Regione per trovare dei rimedi alle difficoltà con il nuovo sistema informatico, ma ora la posizione si fa più critica.

Sindacati Cisl Uil Sio Aoui

Da mesi si discute delle difficoltà nell’implementazione del nuovo sistema informatico “Sio-Trakcare” nell’Azienda ospedaliera di Verona, scelta come banco di prova da Azienda Zero e Regione Veneto. I sindacati Cisl e Uil di Verona avevano fin da subito cercato un dialogo con l’Aoui per trovare dei rimedi, ma ora la posizione si fa più critica.

«Siamo profondamente delusi riguardo all’attuale situazione generata dal Sio. Sarebbe stato più logico, come abbiamo detto fin dall’inizio, – osserva Stefano Gottardi Segretario Generale Uil Fpl Verona –, sperimentare il Sio in un’azienda con dimensioni ridotte, meno complicata da gestire. Magari una delle Ulss più piccole, a Belluno o a Rovigo. In quel modo sarebbe stato più semplice risolvere le criticità e si sarebbero creati meno disagi all’utenza. Non riusciamo a capire la scelta di partire proprio dall’AOUI di Verona».

«Sarebbe stato facile cedere in facili critiche, – aggiunge Giovanni Zanini Segretario Generale Cisl Fp Verona –, noi della CISL con i colleghi della UIL ci siamo presi la responsabilità di seguire da vicino l’evoluzione di questo sistema informatico, perché crediamo nelle nuove tecnologie, in un futuro dove il digitale aiuterà la sanità ad essere migliore, con l’impegno da parte di tutto il personale dell’azienda ospedaliera coinvolto, anche dei nostri dirigenti sindacali, ma i risultati evidenziati dalla consultazione mostrano il mancato raggiungimento degli obiettivi».

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«C’è sconforto fra il personale, – continua Gottardi –, è evidente che il SIO non ha raggiunto gli standard desiderati a causa di presunte carenze di impegno o competenza da parte degli esperti del Raggruppamento Temporaneo d’Impresa (RTI), l’azienda che gestisce l’appalto. Fin dall’inizio, si sono riscontrati diffusi rallentamenti con significativi ritardi e molteplici problemi operativi, generando ostacoli ancora da risolvere».

«Il personale è in forte difficoltà – aggiunge Zanini –, i medici lamentano aumento del rischio, mentre i professionisti sanitari, soprattutto gli infermieri, riscontrano un aumento dei tempi di lavorazione che generano un continuo rallentamento, che poi si ripercuote sul lavoro di tutti gli altri, come gli Operatori Socio Sanitari che sono già pochi e hanno elevati carichi di lavoro».

«In una società moderna come la nostra – prosegue Paolo Libero Responsabile settore Sanità Cisl Fp –, che si distingue per il notevole progresso, specialmente nel settore sanitario, dove l’intelligenza artificiale e le tecnologie all’avanguardia consentono risultati straordinari, è sorprendente trovarsi bloccati da un sistema informatico che dovrebbe costituire il pilastro digitale per sostenere gli operatori sanitari. Purtroppo, il risultato dell’indagine è chiaro, non sono stati risolti i problemi alla radice, limitandosi a interventi temporanei. Questo approccio ci espone costantemente alle stesse difficoltà, anziché risolverle in modo completo».

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«Nel mese di luglio – conclude Luca Molinari Responsabile settore Sanità Uil Fpl –, considerata l’impossibilità di interrompere la sperimentazione in corso, abbiamo sollecitato alla Regione Veneto un potenziamento del personale per affrontare le problematiche riscontrate; inoltre, visto l’impegno del personale coinvolto, esasperato per la mancanza di soluzioni definitive e ancorato a un modo di lavorare al di sotto degli standard abituali per strutture di questo livello, abbiamo chiesto anche un riconoscimento economico, perché l’impegno va premiato! Per entrambe le richieste non abbiamo ricevuto alcuna risposta».

«Il personale non può proseguire su questa via; l’inefficienza si ripercuote sui cittadini, che diventano vittime di un appalto finanziato con le proprie tasse al fine di ottenere servizi di elevata qualità, ma che invece si trovano ad affrontare le conseguenze negative» concludono i sindacalisti di Cisl Fp e Uil Fpl di Verona. «Crediamo che sia giunto il momento di ponderare se perseverare o, valutare alternative possibili, se possibili. La Regione Veneto deve pronunciarsi in tempi rapidi».

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