Sicurezza urbana a Verona, 170mila euro per nuovi occhi elettronici
Redazione
Telecamere per la lettura delle targhe e un’iniziativa che punta alla collocazione in alloggi e all’integrazione nella comunità di persone senza fissa dimora in condizioni di forte fragilità. Così la Giunta del Comune di Verona ha destinato il contributo 2024 di 230.920 euro, stanziato dal fondo per il potenziamento delle iniziative di sicurezza urbana da parte dei comuni, triennio 2024-2026, dal Ministero dell’Economia e delle finanze.
All’acquisto e posizionamento delle telecamere sono stati destinati 170mila euro circa, mentre altri 52.860 euro sono stati destinati a un’iniziativa di sostegno per le persone fragili senza fissa dimora e 7.870 euro finanzieranno l’acquisto di un etilometro probatorio.
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«Completiamo l’investimento nel sistema di lettura delle targhe – commenta l’assessora alla Sicurezza, Stefania Zivelonghi – messo a terra lo scorso anno, sempre con i fondi per le iniziative di sicurezza urbana. Le 17 telecamere posizionate nel 2024, saranno integrate con altri 22 “occhi” elettronici che completano il sistema di sorveglianza ai varchi d’ingresso e uscita dalla città. Una modalità di controllo particolarmente apprezzata dalle Forze dell’ordine che consiste nel presidio e monitoraggio dei veicoli in transito sul nostro territorio».
«Gli investimenti sulle infrastrutture tecnologiche che stiamo mettendo in campo grazie ai fondi ministeriali, – specifica il comandante della Polizia Locale, Luigi Altamura – dimostrano l’attenzione dell’Amministrazione verso i quartieri e verso le esigenze di sicurezza dei cittadini, come emerso anche nei recenti incontri pubblici organizzati nelle circoscrizioni».
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Il progetto “Accoglienza ed educazione all’abitare per persone in condizioni di fragilità” da un lato mira a dare accoglienza a persone o nuclei famigliari senza fissa dimora, dall’altro prevede un’attività formativa per educare tali persone all’abitare. L’integrazione tra intervento di accoglienza e intervento educativo è fondamentale per favorire l’empowerment della persona e la co-costruzione di risorse personali oltre la gestione dell’emergenza.
«Continua l’impegno dei Servizi Sociali nell’accoglienza e nel sostegno all’abitare – aggiunge l’assessora alle Politiche sociali e al terzo settore, Luisa Ceni – vogliamo dare risposta a persone in specifiche condizioni sociali di fragilità, che non hanno casa, l’hanno persa o rischiano di perderla o di non riuscire a mantenerla. Abitare conferisce dignità alla persona, significa appartenenza ad una comunità e sentirsene parte. Ogni progettualità di questo tipo va a migliorare la vivibilità e l’inclusività della nostra città».

L’intervento si focalizza su minori o persone fragili che si trovino sprovvisti di un alloggio a seguito dell’esecuzione di provvedimenti di sgombero di immobili abusivamente occupati.
«Un fenomeno di cui l’amministrazione è consapevole, – conclude l’assessora Zivelonghi – e per prevenire un possibile aggravamento della situazione si è ritenuto di riservare azioni specifiche a questo fenomeno».
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