Si studia la Rocca di Garda per mitigare il rischio frane

Saranno fissati alla parete ovest dieci fessurimetri che forniranno dati in tempo reale. Verranno posati anche dei pluviometri, utili per conoscere l’effetto delle piogge.

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Una vista della Rocca di Garda dal lungolago di Bardolino.
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Rocca di Garda monitorata speciale. La parte che ricade come proprietà nel Comune di Bardolino sarà studiata scientificamente per capire come si comporta il versante ovest dal punto di vista geologico, per individuare eventuali anomalie e quindi mitigare il rischio frane.

Il Comune di Bardolino ha affidato un approfondito studio all’ing. Osvaldo Cargnel, della ditta Clios srl di Belluno; un esperto in materia, essendo già intervenuto in passato sulla Rocca, nella parte del Comune di Garda. Grazie a un sistema di controllo computerizzato tramite dieci fessurimetri fissati in parete, collegati a un server remoto e a una procedura di allertamento, sarà possibile raccogliere dati in tempo reale e rilevare situazioni di possibile criticità. Saranno posati anche dei pluviometri con trasmettitore wireless e termometro interno integrato, visto che i fenomeni franosi sono incentivati dalle piogge. Per la strumentazione tecnologica, che sarà tutta senza fili, e la relativa posa sono stati stanziati 39mila euro.

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«Sono i primi strumenti di misurazione che verranno posati sulla Rocca per il monitoraggio, che si aggiungono alle altre misure di mitigazione esistenti: visti gli episodi franosi avvenuti in passato, per la Rocca di Garda c’è sempre stato un alto grado di attenzione da parte delle amministrazioni comunali», spiega l’ing. Carniel. Saranno lui e il personale di Clios a calarsi con l’imbragatura di sicurezza per installare la strumentazione, tra aprile e maggio. «I fessurimetri ci daranno informazioni in tempo reale via radio sugli eventuali movimenti della roccia, dicendoci se le fessure che conosciamo si stanno allargando o chiudendo: sono indicatori che ci faranno capire come si sta comportando la Rocca e quindi aiuteranno a indirizzare eventuali interventi di mitigazione, grazie ai dati che verranno raccolti».

«Ci siamo affidati all’ing. Cargnel perché conosce molto bene la complessità della Rocca e ha grande esperienza in materia – commenta Katia Lonardi, vicesindaco e assessore all’Ecologia –. La posa di questi strumenti e le relazioni che verranno prodotte ci aiuteranno a tenere monitorata la Rocca e a intervenire tempestivamente qualora si rilevassero situazioni di rischio per la sicurezza, in un’ottica di prevenzione».

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