Si litiga sui plateatici in centro a Verona

Tema scottante, quello di dehors e plateatici in centro a Verona. Un'intervista al Sovrintendente Vincenzo Tinè provoca le repliche delle associazioni di categoria, e il sostegno di parte della politica veronese.

Plateatici centro verona

Fanno discutere i plateatici in centro a Verona. Questa mattina, a smuovere le acque, è stato il Sovrintendente per Verona, Vicenza e Rovigo Vincenzo Tinè. In una pagina del Corriere di Verona sono state pubblicate due interviste ai sovrintendenti Tinè e Fabrizio Magani, quest’ultimo già a Verona e ora in carica per Padova, Treviso, Belluno e il Veneziano.

La logica con cui sono stati ampliati gli spazi dei plateatici nei centri cittadini è nota: con il Covid meglio avere più spazio per i locali pubblici all’esterno, rispetto a tavoli e tavolini al chiuso. Derogando rispetto alle regole precedenti. Ora si inizia a discutere di tornare alla normalità, anche in merito a queste conseguenze pratiche della pandemia.

Sul tema è chiaro il punto di vista di Tinè, che già dalla prima risposta dell’intervista al Corriere parla di «dehors selvaggio». Fino al 31 dicembre sono in vigore le deroghe dei comuni, rese possibili dallo stato di emergenza dovuto alla pandemia. Dopo quella data «vorremmo liberarci dal Covid e dai dehors», dice il Sovrintendente di Verona.

Nel corso dell’intervista Tinè rafforza il concetto e afferma che la diffusione dei plateatici, i quali occupano suolo pubblico a fronte di nessuna imposta aggiuntiva, rappresenterebbe «un dilagare giustificato con motivi di sopravvivenza di categorie già sostenute».

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Le repliche delle associazioni di categoria

Puntuale la replica del presidente degli esercenti Fipe-Confcommercio Verona Paolo Artelio sul tema dei plateatici in centro a Verona: «Non credo che per la città di Verona si possa parlare di dehors selvaggio e di situazione insostenibile: la gestione dei plateatici nella quasi totalità dei casi è filata liscia senza nocumento per il paesaggio urbanistico né criticità nel rapporto tra pubblici esercizi e cittadinanza».

«Dal 2020 bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, annaspano e quelli che non hanno chiuso faticano a restare in linea di galleggiamento: i plateatici hanno rappresentato una vitale boccata d’ossigeno che ha permesso a molti di tirare avanti e di preservare posti di lavoro», aggiunge Artelio. «Ovviamente, siamo pienamente disponibili a un confronto».

«L’emergenza causata dalla pandemia non è ancora terminata e purtroppo i suoi effetti non termineranno di sicuro il primo gennaio», aggiunge il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena. «Le sperimentazioni dettate dalla situazione eccezionale e le agevolazioni agli esercenti, di cui in particolare per Verona ringraziamo l’amministrazione comunale, hanno prodotto risultati in larga parte positivi in termini economici e d’immagine, con pochissimi problemi: riteniamo che da queste “buone pratiche” occorra partire anche in proiezione futura, quando la situazione sarà tornata alla normalità».

Paolo Artelio e Alessandro Torluccio
Paolo Artelio e Alessandro Torluccio

Confesercenti esprime la propria disponibilità ad allestire un tavolo di concertazione fra la Soprintendenza stessa, l’Amministrazione comunale e le associazioni di categoria. «Siamo disposti a valutare nuove linee guida – interviene Alessandro Torluccio, direttore di Confesercenti – però dobbiamo tenere in considerazione che l’estensione dei plateatici è un’importante misura a sostegno degli imprenditori più duramente colpiti dalle conseguenze economiche della pandemia».

«Con i semplici ristori fin qui erogati, infatti, gli imprenditori sicuramente non sono riusciti a far fronte agli affitti, alle bollette ed agli altri costi, per esempio del personale» dice Torluccio.

«Questo aspetto – incalza Paolo Bissoli, presidente di Confesercenti – va tenuto in debita considerazione, in aggiunta al fatto che spesso i clienti che siedono ai tavolini lo fanno perché all’aperto si sentono più sicuri rispetto ai contagi che continuano a crescere. È assodato poi che “portare vita” nelle vie e nelle piazze della città costituisce un valido deterrente al degrado ed alla criminalità a favore di tutto il tessuto economico, con ricadute positive anche per gli altri negozi presenti».

«In ultima analisi, volevo fare una piccola puntualizzazione – conclude Alessandro Torluccio – sulle dichiarazioni del sovrintendente circa l’arricchimento indebito che l’utilizzo dei plateatici allargati procurerebbe alle imprese dei pubblici esercizi. Faccio presente che fin dall’inizio della pandemia questi imprenditori sono stati oggetto di chiusure e di importanti restrizioni per molto tempo, fattori che non hanno concesso loro di poter lavorare serenamente, con gravissime perdite economiche. In considerazione di ciò, a maggior ragione, penso che ogni imprenditore pur di lavorare sia disposto di buon grado a pagare il canone stabilito dall’amministrazione comunale per l’utilizzo dei plateatici».

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Partito Democratico e Bertucco d’accordo con Tinè sul plateatici in centro a Verona

Elisa La Paglia
Elisa La Paglia

«Con il green pass, i vaccini, la possibilità di consumare anche all’interno dei locali, i cosiddetti plateatici extralarge non hanno più alcun senso di esistere, soprattutto nell’attuale formulazione che li vede fornire a titolo gratuito. Non possiamo dunque che essere d’accordo con il Sovrintendente Tiné che sollecita l’amministrazione a recuperare stalli e spazi e ritornare ad un regime di normalità con un migliore equilibrio tra le esigenze dei residenti e quelle dei commercianti e turisti» dicono dal Pd di Verona la consigliera comunale Elisa La Paglia e quelli della Prima Circoscrizione Andrea Trombini, Franco Cacciatori, Renzo Bellotti.

«Ci batteremo sempre perché il centro storico sia anzitutto un luogo a misura di chi ci abita e perché i servizi a beneficio dei residenti non siano costantemente sacrificati a quelli rivolti ai turisti e visitatori» dicono gli esponenti del Partito Democratico.

«L’autenticità del centro ci sarà finché ci saranno i residenti, altrimenti sarà Gardaland. Il difficile equilibrio di esigenze diverse può essere un’opportunità se nessuno dei due poli di interesse fagocita l’altro. Chiederemo di convocare al più presto una commissione consiliare nella quale discutere del tema» concludono dal Pd.

Sulla stessa linea per quanto riguarda i plateatici in centro a Verona anche Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune: «La città merita di essere vissuta e ogni cittadino ha il diritto a farlo. I plateatici allargati sono una risposta temporanea pensata per fronteggiare una situazione straordinaria come quella della pandemia fuori controllo. Oggi, pur tra mille difficoltà, i vaccini ci stanno lentamente riportando alla normalità ed è giusto e sacrosanto cominciare a pensare di riappropriarsi degli spazi concessi a suo tempo per sostenere il reddito delle categorie dei commercianti e degli esercenti fortemente colpite dalle ripercussioni economiche della crisi socio-sanitaria».

Michele Bertucco
Michele Bertucco

«Oltretutto la regolamentazione dei plateatici è una conquista a cui si è arrivati con faticose mediazioni e sarebbe una follia buttare tutto a mare perché secondo qualcuno la città sarebbe più bella così. Occorre confermare un equilibrio tra commercio, residenti e visitatori. Quello che dice il Sovrintendente è dunque più che sensato e condivisibile, tutto sta a capire quanto durerà ancora lo stato di emergenza» conclude Bertucco.

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