Sette aborti spontanei negli ultimi anni, Zimella torna nell’incubo Pfas

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Potrebbero esserci i Pfas dietro ai sette casi di aborti spontanei avvenuti negli scorsi anni a Zimella. A dirlo è la dottoressa Elisa Dalla Benedetta, intervistata dal quotidiano “L’Arena”, che parla della situazione preoccupante del comune della provincia di Verona, situato proprio sopra la falda inquinata.

Risale solo ad una settimana fa l’esito della ricerca svolta dall’Azienda Ospedaliera dell’Università di Padova, dalla quale emergeva che le sostanze perfluoroalchiliche (i cosiddetti Pfas) andrebbero ad interferire con gli ormoni e con lo sviluppo del feto. E il collegamento tra i risultati dello studio e la situazione nella provincia di Verona sembrano sempre più fondati.

Stando, infatti, a quanto detto dalla dottoressa Elisa Dalla Benedetta, intervistata dal quotidiano “L’Arena”, negli ultimi anni nella zona di Zimella sarebbero aumentati i casi di aborti tardivi spontanei, di disturbi ormonali e di patologie mai così diffuse sul territorio. In particolare sarebbero sette gli aborti che secondo il medico potrebbero essere imputabili ai Pfas, sostanze che ora sono state rimosse grazie a trattamenti particolari, ma che in passato avevano contaminato la falda che alimentava l’acquedotto comunale.

Il dubbio che le morti possano essere state causate dalle sostanze perfluoroalchiliche sorgono soprattutto verificando gli stessi casi di aborti avvenuti nel periodo tra il 1960 e il 2000: solo due episodi in 40 anni. Stando a quanto dichiarato dalla dottoressa Dalla Benedetta, infatti, i problemi più gravi si riscontrano dopo circa un decennio di esposizione data dall’uso dell’acqua.