Serit, a Fumane il convegno sul ruolo della plastica
Si è parlato del ruolo della plastica nell’incontro tenutosi a Fumane, promosso da Serit e dal Consiglio di Bacino Verona Nord e introdotto dal vicesindaco Giuseppe Bonazzi, nell’ambito del ciclo di conferenze denominato Ambientarsi. Serit, società che svolge il servizio di raccolta differenziata in 58 Comuni del veronese, nel 2020 ha raccolto circa 11mila e 500 tonnellate di plastica, ma nell’ impianto di Cavaion ne sono state conferite e trattate oltre 27.000 tenuto conto di quella proveniente dalla raccolta effettuata da Amia, a Sirmione e in alcuni Comuni del mantovano.
«Nel corso degli ultimi anni è cresciuto in maniera esponenziale il conferimento della plastica presso i nostri impianti che di fatto lavorano per 22 ore su tre turni di lavoro – sottolinea il presidente di Serit Massimo Mariotti -. Un grande sforzo che ci consente di trattare le attuali quasi 28.000 tonnellate l’anno, un quantitativo enorme se si pensa che nel 2006 erano tremila. Una situazione di cui abbiamo preso atto già da tempo tant’è che inizialmente avevamo puntato al trasferimento della nostra sede in un sito più idoneo ed ultimamente ad un utilizzo di qualche capannone adiacente a quella attuale per poter aumentare la capacità di accogliere e selezionare i rifiuti».
Questo aumento è dovuto principalmente al fatto, sicuramente positivo, che ormai tutti i Comuni effettuano la raccolta differenziata. Ma questo non è l’unico motivo poiché, parlando ad esempio delle bottigliette di acqua, il loro utilizzo è aumentato in maniera considerevole, soprattutto d’estate.

«La plastica non va demonizzata perché si presta a molti usi e ne abbiano apprezzato le caratteristiche positive anche durante la pandemia – sottolinea il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli -. Per quello che ci riguarda da vicino noi stiamo promuovendo l’acqua di rete che presenta una serie di vantaggi. Oltre alla praticità e comodità d’uso, chiaramente la modalità di produzione di acqua potabile riduce la produzione di rifiuti che vengono prodotti durante tutte le fasi del ciclo idrico oltre che della quantità di CO2 nel corso di tutto il processo produttivo. Basti pensare che l’acqua di rete, sotto questo profilo, inquina cento volte di meno rispetto all’acqua in bottiglia. Sostenibile quindi sotto l’aspetto ambientale ed anche molto economica».
Per Gianluigi Mazzi, presidente del Consiglio di Bacino Verona Nord, «il dibattito che interessa la filiera della plastica evidenzia, ancora una volta, l’importanza strategica dell’impiantistica per gli Enti di bacino avvalorando il percorso del Consiglio Verona Nord verso una maggiore autonomia. Anch’io concordo che demonizzare la plastica non ha senso. La sfida è aiutare i cittadini a cambiare le abitudini sbagliate, l’acquisita mentalità dell’usa e getta, del non bere “l’acqua del Sindaco”, dell’abbandonare i rifiuti. Fare cultura quindi, perché è corretto aspettarsi dall’Europa e dall’Italia leggi al passo con i tempi, chiedere ai Sindaci di applicarle, pretendere dalle Aziende una presa di posizione verso la sostenibilità ambientale. Ma senza scordare che i rifiuti sono prima di tutto responsabilità del singolo che li produce».
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