Sequestro a Castelnuovo dell’agosto scorso, oggi l’ultimo arresto

Sequestro di persona nel Gardesano la scorsa estate. I Carabinieri chiudono il "caso" con l'ennesimo arresto.

I Carabinieri del Reparto Operativo-Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verona, con l’esecuzione questa mattina nella provincia di Reggio Emilia di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale scaligero su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di un soggetto incensurato residente nel Reggiano, hanno chiuso definitivamente il cerchio sulla vicenda che aveva scosso l’opinione pubblica alla fine della scorsa estate, ovvero il sequestro di persona nei confronti di un professionista di origini umbre avvenuto il 26 agosto 2021 in Castelnuovo del Garda che poi fu rilasciato in provincia di Mantova dove fu trovato ferito a colpi di pistola e seviziato.

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L’uomo arrestato questa mattina, come hanno accertato le lunghe e complesse indagini degli inquirenti, faceva parte del commando che alla fine d’agosto dello scorso anno, utilizzando due autovetture con targhe rubate e simulando un’operazione delle forze dell’ordine, con tanto di palette e lampeggianti “fasulli”, aveva bloccato in località Pasquali l’auto della vittima la quale, dopo essere stata ferita con un colpo di pistola sparato alle gambe, fu caricata a forza su una delle auto usate per il rapimento e portata in un casolare della provincia di Mantova dal quale fu rilasciato dopo alcune ore.

Il resto della “banda” era stato arrestato in flagranza di reato, di concerto con il personale della Sezione Anticrimine dei Carabinieri del ROS di Padova, la notte del 24 settembre 2021 quando in cinque, una donna di origini albanese e quattro uomini, tutti residenti nel bresciano, avevano tentato di incendiare, utilizzando alcune taniche di benzina, l’abitazione di proprietà della vittima a Castelnuovo del Garda.

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Nella circostanza, durante l’operazione, era stata rinvenuta e sequestrata una pistola semiautomatica, con relativo munizionamento, verosimilmente utilizzata durante il rapimento, palette e lampeggianti simili a quelli in uso alle forze dell’ordine, numerose targhe provento di furto nonché materiale d’interesse investigativo che consentiva di delineare un quadro d’insieme della vicenda che, come poi concordato dai Magistrati, veniva finalizzata nella giornata odierna.

L’arrestato è stato trasferito in carcere, dove tuttora si trovano i suoi presunti complici, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Nei suoi confronti il Giudice, nell’incolpazione provvisoria, ha contestato anche il reato di “tortura” poiché, come risultato dalle indagini, durante il sequestro la vittima fu sottoposta ad una serie di pestaggi che le causarono conseguenti sofferenze fisiche e psicologiche.

«Si rappresenta che la misura è stata adottata su disposizione dell’A.G. mandante e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe».

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