Sepolture irregolari a Cerea, il sindaco: «Vogliamo chiarezza»

Nel cimitero di Cerea si contano negli ultimi mesi 17 sepolture di persone di fede mussulmana. Un dato fuori scala che ha fatto emergere un'irregolarità: non erano residenti nel comune. «I regolamenti permettono solo rare eccezioni a questa norma» spiega il sindaco Franzoni, che vuole chiarezza.

Marco Franzoni sindaco di Cerea
Marco Franzoni, sindaco di Cerea

Negli ultimi tre mesi circa si sono contate 17 sepolture di persone di fede islamica nel cimitero di Cerea. Erano tutti cittadini di nazionalità marocchina e non residenti nel comune. Un dato fuori scala, rispetto alla norma, che ha fatto emergere alcune irregolarità.

«Da un confronto con l’ufficio anagrafe sono emersi dei dati anomali nei numeri delle sepolture di cittadini di confessioni diverse da quella cristiana» spiega il sindaco di Cerea Marco Franzoni. «Il numero è in genere limitatissimo, mentre è esploso a 17 negli ultimi mesi».

In Comune è sorto quindi il sospetto di irregolarità nelle operazioni di sepoltura, in quanto nessuna delle persone sepolte era residente a Cerea. In alcuni casi nemmeno in provincia di Verona. «Da regolamento è ammessa la sepoltura sul territorio comunale solo per i residenti e per altre rare eccezioni» ricorda Franzoni.

«Abbiamo avviato una procedura interna. Ci siamo accorti che i bollettini per le concessioni erano stati regolarmente pagati, ma non c’è stata una comunicazione in tempo utile fra i vari uffici».

«Ritengo anomalo, inoltre, che le agenzie di onoranze funebri coinvolte potessero pensare di essere in regola. Dovrebbero conoscere le norme in vigore in Italia e nei vari comuni» sottolinea Franzoni.

«Si è parlato di un settore del cimitero di Cerea dedicato alle altre confessioni, ma anche questa indicazione non è corretta. Non abbiamo mai istituzionalizzato un’area simile nel cimitero, proprio perché i casi sono sempre stati molto rari».

Qualcuno, però, deve aver ritenuto Cerea un luogo eletto per le sepolture per cittadini di confessioni diverse da quella cattolica. «Probabilmente c’è stato un passaparola nei mesi difficili dell’emergenza sanitaria. Spesso i cittadini di altra nazionalità vengono sepolti nel Paese d’origine, ma negli scorsi mesi non hanno potuto essere trasferiti».

«In ogni caso – puntualizza ancora Franzoni – anche se avessimo avuto un’area dedicata ai defunti di altre confessioni, non avrebbero potuto essere sepolti perché non residenti».

L’amministrazione comunale ha quindi provveduto a segnalare l’anomalia ai Carabinieri. «Vogliamo fare chiarezza su questa vicenda, cercheremo di individuare le responsabilità ed eventualmente valutare i danni, anche d’immagine» conclude Franzoni.

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