Sei locali chiudono. La comunità cinese : «Noi non siamo virus»

Sei locali cinesi tra Verona e provincia resteranno chiusi almeno per sei mesi, stremati dalle ricadute della paura da Coronavirus. A dirlo la segretaria dell’Associazione principale cinese di Verona, Zhang Mei che traccia anche la situazione generale tutt’altro che rosea con «ristoranti e bar che hanno visto un calo dell’80%».

Contro l’allarmismo oggi il sindaco Sboarina ha incontrato la comunità cinese, esprimendo la disponibilità dell’amministrazione a collaborare anche nell’applicazione del protocollo sanitario. Il console generale della Repubblica popolare cinese a Milano Wang Huijuan e il presidente dell’associazione principale dei cinesi di Verona Conglian Hu, accompagnati da una delegazione di associati, hanno chiarito che tutti i connazionali provenienti dalla Cina, anche se in buona salute, una volta arrivati a Verona debbano rimanere in isolamento per 14 giorni, in casa o in una idonea struttura.

Il Comune si è immediatamente fatto parte attiva e il sindaco ha già contattato l’Ulss 9 che ha garantito un supporto per l’applicazione del protocollo di monitoraggio delle persone in quarantena. Nel caso in cui l’associazione dei cinesi trovasse un luogo idoneo, medici e infermieri seguiranno i soggetti in isolamento.

«Il popolo cinese sta vivendo un momento di grande difficoltà – ha detto il sindaco -. Ecco perchè, anche in virtù del consistente numero di cinesi che risiedono a Verona, non posso che esprimere la massima solidarietà a nome di tutta la comunità scaligera. Le attività di tanti cittadini cinesi, che da anni vivono nella nostra città, sono in difficoltà o comunque stanno accusando la preoccupazione generalizzata da Coronavirus. Che ci sia un problema internazionale è innegabile, ma questo non va trasformato in allarmismi che generano paura e negatività, dannose per tutti. Ecco perché ci siamo resi disponibili fin da subito ad ascoltare le esigenze dell’associazione principale dei cinesi. Accolgo con favore il senso di responsabilità dimostrato con la scelta dell’auto-quarantena e collaboreremo al fine di dare un supporto concreto anche per quanto riguarda l’applicazione del protocollo sanitario. Siamo inoltre in contatto con il nuovo ambasciate italiano in Cina per portare avanti le iniziative intraprese dopo la firma del gemellaggio, progettualità che devono proseguire. Agli amici di Hangzhou ho già inviato una lettera di solidarietà».

«L’epidemia speriamo termini quanto prima, mentre i nostri rapporti istituzionali avranno lunga durata – ha affermato il console -. Ecco perché questa collaborazione è importante. Purtroppo gli allarmismi hanno avuto un impatto negativo per le attività economiche cinesi in Italia, soprattutto ristoranti e bar, generando un danno anche all’economia italiana in generale. Dobbiamo lasciare il timore e affrontare la questione con ragionevolezza, portando avanti i progetti comuni. Quest’anno cade il 50esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i nostri due Paesi, ma il 2020 è anche l’anno del turismo cinese in Italia. Il consolato vuole continuare a lavorare insieme alle istituzioni locali per rinsaldare ogni forma di legame e iniziativa».

«La collaborazione con il Comune di Verona è un supporto importante soprattutto in questo periodo – ha spiegato il presidente Hu -. Le istituzioni, infatti, possono aiutarci nell’applicare l’auto quarantena e nel monitorare le persone che arrivano dalla Cina, a garanzia della salute di tutti».

Lo scorso anno l’associazione principale dei cinesi di Verona ha firmato una dichiarazione di intenti con il Comune per favorire la promozione culturale e l’integrazione tra la comunità veronese e quella cinese.