Scuole, Sboarina: «Ipotesi di presenza al 60%»

Nuovo decreto legge in arrivo. In vista del ritorno in presenza nelle scuole superiori dalla prossima settimana, secondo il sindaco di Verona Federico Sboarina «l’ipotesi è arrivare al 60 per cento degli studenti».

Federico Sboarina vietato fumare a Verona
Federico Sboarina, sindaco di Verona

Nuovo decreto legge in arrivo. In vista delle riaperture del 26 aprile e dell’eventuale ritorno della zona gialla, il Governo dovrebbe emanare nelle prossime ore nuove misure e regole. Alla luce della bozza del provvedimento, già in circolazione, sarebbero numerose le questioni calde anche per Verona. Per questo stamattina, in diretta streaming, il sindaco Federico Sboarina ha voluto fare il punto sui temi che aspettano quanto prima risposte certe dal Governo.

Scuola in presenza

Tra i temi toccati dal sindaco il ritorno in presenza nelle scuole superiori dalla prossima settimana e la possibile proroga del coprifuoco, nonostante l’apertura serale di ristoranti e bar con servizio all’aperto.

«Per quanto riguarda le scuole mi sono già confrontato con il Prefetto e nei prossimi giorni convocheremo il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, aspettiamo però il decreto definitivo» ha detto Sboarina. «La speranza è di tornare in zona gialla e quindi con le superiori che riprenderebbero le lezioni in presenza, l’ipotesi è arrivare al 60 per cento degli studenti. So che c’è la volontà di uniformare la decisione e quindi attendiamo notizie certe».

Del tema aveva parlato ieri il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che aveva avanzato la stessa ipotesi: «una presenza a scuola superiore al 50%, ma inferiore al 100%».

Coprifuoco

«Sul coprifuoco, invece, trovo assurdo che da una parte stiamo facendo tutto il possibile per consentire a ristoranti e locali di poter lavorare, almeno all’aperto, concedendo quindi maggiori plateatici, se poi alle dieci di sera la gente deve essere già a casa. Speriamo arrivino risposte certe quanto prima, che consentano anche alle categorie di organizzare l’attività».

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Arena e spettacoli dal vivo

Tema caro al sindaco la riapertura dell’Arena con gli spettacoli dal vivo che, stando alle attuali notizie, dovrebbe sottostare al limite dei mille spettatori.

Manca poco più di un mese al primo concerto nell’anfiteatro romano e la bozza del decreto annuncia la ripresa degli spettacoli dal vivo al 50 per cento della capienza, con un massimo di mille spettatori. Limite che sembrerebbe modificabile solo dal Consiglio delle Regioni, ossia da un accordo tra tutti i Governatori. E che porterebbe a dover rivedere l’intera programmazione per l’estate 2021, a poche settimane dall’avvio della stagione lirica ed extralirica.

Il 5 giugno, infatti, è in programma l’evento di Il Volo che sarà trasmesso anche dall’emittente televisiva americana Pbs, che conta 90 milioni di spettatori. E per il quale è prevista la presenza del pubblico, secondo il protocollo di 50 pagine messo a punto dal Comune, insieme a Fondazione Arena e Arena di Verona srl. Un documento predisposto in accordo con il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, che è già stato sottoposto al Ministero, al Comitato tecnico scientifico e alla Regione. Linee guida che prevedono per quest’anno la presenza di 6 mila spettatori dal vivo, il doppio del 2020, ma anche rigide regole per garantire la sicurezza di pubblico, artisti e maestranze.

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«Non prendo nemmeno in considerazione il limite dei mille spettatori – ha detto il sindaco -. Sarebbe un inganno, dopo un anno di Covid, ricadere nell’incubo già vissuto a maggio 2020, con norme che arrivano all’ultimo secondo e addirittura un terzo del pubblico dell’estate scorsa. Con la differenza peggiorativa che la deroga l’anno scorso la decideva la Regione, quest’anno invece la Conferenza delle Regioni. In termini di velocità è facile capire cosa significa».

«Tutto questo a fronte di un incredibile lavoro messo a punto per tempo, un protocollo di 50 pagine che abbiamo già sottoposto a tutti, dal Ministero al Cts. Abbiamo lavorato forte fino ad ora per essere davanti a tutti, ma anche per predisporre un modello replicabile da tutti».

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«L’Arena è unica, è il più grande teatro all’aperto del mondo, assurdo che di nuovo si ritrovi a dover sottostare a limiti inaccettabili, modificabili non dalle singole Regioni come l’anno scorso ma addirittura dal Consiglio delle Regioni, e quindi complicando ulteriormente la situazione. Ne va della programmazione culturale ma anche dell’economia della nostra città. Questa mattina mi sono confrontato con il sottosegretario Borgonzoni».

«Noi vogliamo procedere con il percorso tracciato e da questo punto di vista non ci fermeremo. L’anno scorso, senza vaccini, avevamo 3 mila spettatori a serata. Non c’è tempo da perdere, non possiamo aspettare l’ultimo secondo, è già tardi adesso. Non chiediamo una via preferenziale, ma un programma così ricco come quello che abbiamo predisposto non si cambia in poche ore. Siamo gli unici ad aver già organizzato tutto, garantendo la massima sicurezza, dovrebbero solo consentirci di far lavorare una macchina così complessa, che va dalla biglietteria, ai cast, agli allestimenti. Oltretutto questa è la nostra stagionalità, non possiamo di certo posticipare il calendario degli spettacoli all’autunno o all’inverno».

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Vaccini

Ultimo punto trattato la campagna vaccinale. «Questo weekend tutti gli ultraottantenni di Verona saranno vaccinati – ha concluso il sindaco -, compresi quelli che riceveranno la dose a domicilio grazie all’intervento dei medici di medicina generale. Un’intera fascia di età immunizzata, per cui si potrà procedere con il resto della popolazione. Dal punto di vista logistico è tutto pronto per accelerare e gestire grandi numeri, ma devono esserci le dosi. Speriamo che la situazione si sblocchi presto e arrivino i vaccini».

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