Scuole, Patrizia Neerman: «Da oggi vaccini ai docenti e tamponi agli studenti»

Inizia oggi la campagna di vaccinazioni per gli insegnanti e l'autosomministrazione dei test da parte degli studenti. La terza superiore dell'Istituto comprensivo statale di Vigasio è stata selezionata dal progetto regionale per eseguire i temponi sull'intera classe sotto la guida di personale sanitario. Ne abbiamo parlato con la dirigente scolastica Patrizia Neerman.

Si torna a parlare di scuola, Covid e contagi: secondo il sito specializzato “Tuttoscuola” un alunno italiano su tre seguirà le lezioni da casa in DAD, circa 3milioni di studenti dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori.

Nelle ultime settimane con l’acuirsi dei contagi sono diverse le scuole che, per ordinanza regionale o per cambio di fascia, sono dovute tornare alla didattica a distanza. In Veneto, gli studenti continuano a seguire le lezioni in presenza con il limite del 50% per le scuole superiori.

Prende avvio oggi il sistema di monitoraggio con la rete delle “Scuole Sentinella” e il progetto di autosomministrazione dei test. Ne abbiamo parlato con Patrizia Neerman, dirigente dell’Istituto comprensivo statale di Vigasio, una delle sette scuole individuate in Veneto per il progetto di autosomministrazione dei test antigenici: «Per ogni istituto è stata selezionata una sola scuola e nella nostra, ad aderire a questo progetto, sarà una terza secondaria di primo grado».

 «Si tratta di un’autosomministrazione guidata con il supporto vigile di personale sanitario competente -sottolinea la professoressa Neerman-. Sono tamponi più piccoli di quelli che siamo abituati a vedere e il test antigenico verrà effettuato esclusivamente per via nasale, non orale».

Indipendentemente dal progetto di somministrazione, potrebbero verificarsi dei contagi: «Nel caso dovesse emergere un alunno positivo, la procedura da seguire non viene decisa dal nostro Istituto: le scuole devono seguire le ordinanze Regionali anche, e soprattutto, in materia di contagi. Il primo step è interfacciarsi con la famiglia in modo da circoscrivere come e quanti giorni prima sia stato in contatto con compagni di classe e insegnanti. Circoscritte le interazioni del soggetto positivo, l’intera classe viene messa in didattica a distanza come forma preventiva per evitare che il contagio si diffonda ad altre classi della scuola».

Leggi anche: Scuole e Covid, Donazzan: «Chiediamo al Governo capacità programmatoria»

Da qui prende avvio la comunicazione diretta con il SISP che, nel giro di un paio di giorni, organizza i tamponi. Se non vengono rilevati né alunni né insegnanti positivi, la classe può tornare in presenza facendo sempre attenzione a mantenere i gruppi di studenti separati durante l’intervallo.

 «In qualità di dirigente sono in contatto con i miei colleghi degli altri istituti e giornalmente monitoriamo la situazione -commenta Patrizia Neerman-. Risulta che la scuola, almeno del primo ciclo, non sia un focolaio. Dall’andamento attuale, è stato rilevato che in una classe, qualora ci sia un alunno positivo, è raro che il contagio si diffonda anche ad altri studenti o insegnanti. Quindi, dal punto di vista della prevenzione, credo che la scuola sia un ambiente sicuro. Poi c’è un altro aspetto da considerare: l’importanza della didattica in presenza. Non è la stessa cosa fare lezione a distanza con un numero inferiore di ore e senza il contatto con il gruppo dei pari»

Oggi, per docenti e insegnanti, parte la campagna vaccinale: «Abbiamo appreso con entusiasmo la notizia che abbiamo divulgato immediatamente al nostro comparto docenti. Il numero di disponibilità è limitato ma le prenotazioni sono state effettuate rapidamente dal personale del nostro istituto. Tuttavia, solo una parte risulterà vaccinata per ora ma attendiamo ulteriori disponibilità e indicazione per procedere alla vaccinazione di tutto il corpo docenti».