Scuola, settembre da salasso: libri e corredo scolastico mandano in tilt i bilanci familiari
di Matteo Scolari
Alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico 2025/2026, il Codacons lancia un nuovo allarme: per le famiglie italiane, e in particolare venete, la spesa per libri e materiale scolastico ha raggiunto livelli insostenibili, con punte che sfiorano i 1.300 euro a studente. Non bastano i rincari già certificati su testi e cancelleria, oggi a pesare è anche quella che l’associazione definisce la “fiera dell’inutile”, un business che si alimenta di prodotti hi-tech e griffati che nulla hanno a che vedere con lo studio: zaini con luci led e speaker wireless, astucci da 60 euro, diari da 40 e zaini di marca che superano i 200 euro.
«Quello che ogni settembre si ripete – spiega il Codacons – è un copione già noto: nuovi articoli sempre più costosi, spacciati come indispensabili, che si aggiungono ai libri di testo e al materiale scolastico. Una spirale che porta la spesa complessiva per ogni studente a sfiorare i 1.300 euro, cifra insostenibile per troppe famiglie italiane».

Non è solo la moda a incidere: anche il settore dei libri scolastici continua a mostrare criticità, con l’odioso fenomeno delle nuove edizioni adottate dalle scuole, pur a fronte di contenuti pressoché identici alle versioni precedenti ma con prezzi maggiorati. L’Antitrust, nelle proprie analisi, conferma come i tetti di spesa fissati dal Ministero risultino inefficaci e privi di reali strumenti di controllo, mentre l’autodisciplina dell’AIE non ha portato risultati concreti. «Il libro cartaceo continua a dominare le preferenze dei docenti, mentre le adozioni di soli ebook restano marginali», evidenzia l’Autorità, ricordando come il requisito del 20% di variazione dei contenuti per definire una nuova edizione sia troppo vago e facilmente aggirabile, arrivando a comprendere anche semplici modifiche grafiche.
Il Codacons parla apertamente di flop delle riforme introdotte in tema di editoria scolastica, comprese quelle sull’adozione dei libri digitali, denunciando che la spesa delle famiglie continua a crescere mentre lo Stato resta a guardare. I dati confermano la tendenza: nel 2024 il mercato dei libri di testo ha raggiunto un giro d’affari da 800 milioni di euro, in aumento del 13% in dieci anni, a fronte di un calo demografico scolastico evidente, con quasi 600.000 studenti in meno tra il 2019 e il 2024.
Per il Veneto, dove a metà settembre prenderanno il via le lezioni, la questione assume un peso particolare: migliaia di famiglie sono chiamate in queste settimane a sostenere la spesa più impegnativa dell’anno. Da qui l’appello del Codacons al governo e all’Antitrust: introdurre controlli stringenti sulle adozioni scolastiche e limiti severi alla “giungla dei prezzi”, così da tutelare il diritto allo studio e fermare una spirale che colpisce milioni di genitori.
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