Scuola alle Stimate, accanto ai giovani nel loro processo di crescita

In occasione del 12° Premio Verona Network, l'intervista a Umberto Fasol, preside della scuola secondaria di primo e di secondo grado alle Stimate, e a Giovanni Bellorio, professore di informatica della Scuola di secondo grado alle Stimate, candidati nella categoria Lavoro e Formazione.

In occasione del 12° Premio Verona Network, l’intervista a Umberto Fasol, preside della scuola secondaria di primo e di secondo grado alle Stimate, e a Giovanni Bellorio, professore di informatica della Scuola di secondo grado alle Stimate, candidati nella categoria Lavoro e Formazione.

Quando sono nate le Scuole alle Stimate e che realtà sono oggi?

Sono nate 200 anni fa, nel 1816, dall’intuizione di un sacerdote veronese, Gaspare Bertoni, che è anche santo. Attualmente sono gestite dai padri stimmatini e affidate interamente a un gruppo di laici che porta avanti la missione. Il nostro compito è quello di accompagnare i giovani nel loro processo di crescita, far germogliare il seme che già portano dentro di loro. Per fare questo utilizziamo gli strumenti della tradizione e della novità del mondo contemporaneo. Gli strumenti della tradizione sono lo sviluppo della personalità, mentre gli strumenti della società moderna sono la tecnologia, le lingue straniere in particolare, e le cosiddette soft skills, cioè le capacità di interagire con la contemporaneità, di muoversi sul palcoscenico mondiale.

Quale evento particolare vi ha visti protagonisti in questo 2022?

Abbiamo partecipato alla Nao Challenge 2022 con il progetto che riguarda l’umanoide Nao. Abbiamo realizzato un progetto interdisciplinare con la collaborazione di un ente esterno, l’associazione Rivela, che ci ha permesso di creare la 101ª guida virtuale digitale per descrivere le opere della mostra “Il mio inferno” dedicata a Dante. Con questo progetto abbiamo ottenuto un punteggio molto elevato alla Challenge, che miscelato con la prova effettuata in finale a Genova, che prevedeva la coordinazione e la sincronizzazione di 3 o 4 sistemi robotici, ci ha permesso di vincere il primo premio nazionale.

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Ora in che direzione guardate?

Dal momento che grazie alla vittoria abbiamo portato a casa un altro robot, in futuro puntiamo a lavorare su un progetto che preveda la coordinazione e la sincronizzazione dei due, tale che ci sia un’interazione robotica. Vogliamo poi implementare anche l’interazione con l’umano, ovvero con un sistema naturale esterno.

Cosa vi motiva quotidianamente in queste missione educativa?

Quello che ci motiva quotidianamente è sempre la vita, con tutte le sue sorprese e con tutte le sue novità. I ragazzi cambiano ogni giorno e noi godiamo di queste sorprese e nel contempo ci sentiamo vocati a fare da adulti nei loro confronti. In fondo, il sogno dell’uomo è sempre quello di di essere fecondo, di dare un futuro: i giovani sono qui a testimoniare la bellezza di una vita che continua, che non finisce mai e nel contempo ci richiamano alla responsabilità che abbiamo anche di fronte ai loro genitori, che ce li affidano con grande stima e con grande fiducia.

La cerimonia di consegna del Premio Verona Network 2022 si terrà giovedì 14 luglio 2022, dalle 19:30, al teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova. È possibile registrarsi all’evento cliccando qui.

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