Scuola a distanza, Dalla Valentina: «Scelta da evitare»

A commentare la decisione dell’ultimo Dpcm di aumentare la didattica a distanza nelle scuole, interviene Silvano Dalla Valentina, genitore, cittadino di Cavaion Veronese e albergatore. «È una decisione non corretta pensare che la didattica a distanza possa avere lo stesso tipo di impatto formativo ed educativo verso il ragazzo. Un conto è vivere direttamente la…

A commentare la decisione dell’ultimo Dpcm di aumentare la didattica a distanza nelle scuole, interviene Silvano Dalla Valentina, genitore, cittadino di Cavaion Veronese e albergatore. «È una decisione non corretta pensare che la didattica a distanza possa avere lo stesso tipo di impatto formativo ed educativo verso il ragazzo. Un conto è vivere direttamente la scuola, un altro è essere a casa, staccato dalla realtà scolastica. È chiaro – prosegue Dalla Valentina – che adesso la situazione è molto difficile e la scuola, l’economia, la salute sono in crisi. I ragazzi sono quelli che hanno meno voce in capitolo ed è più facile decidere che stanno a casa, però è una scelta che si doveva assolutamente evitare».

Sul tema dei trasporti Dalla Valentina commenta: «Era sicuramente da prevedere, per tutta l’estate nel Consiglio d’Istituto al quale partecipo abbiamo lavorato con dirigenti, insegnanti e ragazzi, per cercare di rispettare il metro di distanza nelle aule. Abbiamo fatto un lavoro enorme e il fatto che sul bus si sia previsto che in un metro quadro ci possano stare 5 persone non ha senso. Se in un albergo, o in classe o in un ristorante, le persone devono stare minimo a un metro di distanza, perché nei bus accettiamo 5 persone in un metro quadro, a 30 cm di distanza l’una dall’altra? Poi va tenuto conto del fatto che c’è differenza tra il trasporto cittadino e quello extraurbano, dove le tratte sono più lunghe, è evidente che aumenta la possibilità del contagio, anche se i ragazzi stanno attenti».

Come genitore Dalla Valentina commenta: «C’è sicuramente il fatto che i ragazzi sono meno coinvolti rispetto all’essere in classe, con la didattica a distanza perdono motivazione e ritmo. Ma l’abbiamo visto anche nel rientro a scuola: hanno fatto le prime interrogazioni, e sono andate in gran parte male per tutti i ragazzi».

Parlando del lavoro, in qualità di albergatore, Dalla Valentina commenta: «Siamo usciti dalla gravità del Covid e dal lockdown di aprile-maggio». E aggiunge: «Abbiamo aperto la nostra struttura a giugno e abbiamo fatto il pieno totale a luglio e agosto ma già da 15 giorni abbiamo chiuso tutto, perché non c’è più nessuno. È chiaro che questa non-previsione e non-organizzazione del lavoro, della scuola e della sanità, che si doveva fare per tutta l’estate, porta ai risultati che vediamo: salta la scuola, salta il lavoro e sta saltando anche la salute».

Conclude Dalla Valentina: «Mi sembra che, quando si parla di 120 – 130 morti al giorno, la si ritenga una stupidaggine, ma io credo che invece sia gravissimo: non si può pensare che la morte di una persona per il Covid – quando si poteva evitare che succedesse – sia una cosa un po’ leggera. Non sono di certo i numeri che avevamo a marzo ma c’è una responsabilità enorme e di tutti. Siamo in una situazione molto difficile e spero che in un mese, un mese e mezzo si possa tornare a tenerla sotto controllo».

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