Scavi archeologici a Povegliano, Tedeschi: «Qui grande patrimonio storico»

Lunedì e martedì la località "Muraiola" di Povegliano Veronese è stata protagonista di un'indagine archeologica volta alla ricerca di strutture archeologiche dell'Età del Bronzo.

indagine Povegliano Età del Bronzo reperti

Nei giorni 1 e 2 novembre la località “Muraiola” di Povegliano Veronese è stata protagonista di un’indagine archeologica ad alto tasso tecnologico. Nei campi dell’azienda agricola di prodotti biologici Bianconi, i tecnici specializzati della Cornelius Mayer di Berlino hanno scandagliato una vasta porzione di terreno, conducendo un’analisi magnetometrica volta alla ricerca di strutture archeologiche dell’Età del Bronzo.

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Attraverso un complesso dispositivo montato su ruote e dotato di sensori e localizzazione GPS, è stato possibile effettuare una mappatura del terreno fino a circa due metri di profondità.

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Il mezzo per magnetometria

«I sensori misurano le differenze di campo magnetico – spiega Cristiano Nicosia, professore del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova e responsabile del progetto – e i dati che trasmettono sono interpretati attraverso un sofisticato software che toglie il “rumore di fondo”, ovvero le possibili interferenze. Grazie anche al GPS così siamo molto accurati e precisi: possiamo trovare un ago a due metri di profondità. Lo scopo è di trovare tracce di strutture dell’Età del Bronzo (indicativamente si parla di secondo millennio a.C.) e poi andare a scavare praticamente a colpo sicuro».

Non è naturalmente un caso che si sia scelta la Muraiola. La località del poveglianese era già stata teatro di scavi nel 1985, 1987 e 1988 sotto la direzione del dott. Salzani della soprintendenza dei beni archeologici di Verona, ente che è naturalmente coinvolto anche nelle analisi odierne.

«Qui a Povegliano c’è uno dei siti più importanti d’Italia relativamente agli insediamenti di quel periodo – specifica Nicosia – per questo è stato scelto in questo progetto finanziato dall’Unione europea e indirizzato alle case dell’Età del Bronzo». Il progetto durerà cinque anni e toccherà anche i Balcani e le pianure ungheresi.

Grande soddisfazione per la neosindaca Roberta Tedeschi, presente sul luogo insieme all’assessore alla cultura Nicolò Vaiente: «È sempre un grande orgoglio sapere che Povegliano, ancora una volta, è riconosciuto ben al di là dei suoi confini per il grande patrimonio storico-archeologico. Voglio veramente ringraziare – specifica Tedeschi –  l’associazione Balladoro per la presenza ed il supporto, in particolare il suo presidente, l’architetto Giulio Squaranti. Sono volontari preziosi che da sempre sono in prima linea nell’attività in ambito archeologico: non solo lavorano sul campo, ma contribuiscono alla diffusione delle scoperte con la cura del museo Balladoro ed attraverso pubblicazioni ed incontri. Sarà nostro compito insieme a loro fare in modo che questa grande eccellenza culturale venga valorizzata sempre di più».

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