Sboarina in FDI, le reazioni di PD, Buona Destra e Valpiana

Dopo l'annuncio del sindaco di Verona che a livello nazionale passa con il partito di Giorgia Meloni, immediate sono state le reazioni politiche dell'opposizione e non solo.

Luigi Ugoli
Luigi Ugoli, segretario cittadino del Partito Democratico

Non è piaciuta a tutti la scelta del sindaco di Verona Federico Sboarina di entrare in Fratelli d’Italia. A partire dal Partito Democratico che con il suo segretario cittadino Luigi Ugoli, supportato dall’intero gruppo consigliare dem, formato da Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani, parla di tradimento nei confronti dei cittadini.

 Luigi Ugoli, Segretario cittadino Pd
Luigi Ugoli, Segretario cittadino Pd

«Passata la festa, gabbato lo santo. Sul finire del mandato la lista civica del Sindaco, Battiti per Verona, è ormai un guscio vuoto. – scrivono i rappresentanti del PD – Ad uno ad uno, alla chetichella, tutti i fondatori hanno preso altre strade: Padovani verso Fratelli d’Italia; Polato prima verso Forza Italia poi Fratelli d’Italia, e ora lo stesso Sboarina, passato anche lui in Fratelli d’Italia, la destra politica più estrema, nostalgica e illiberale presente in Parlamento. Una chiara presa in giro di tutti quei cittadini (non tantissimi per la verità, meno di un terzo degli elettori) a cui Sboarina aveva chiesto il voto per un progetto civico».

I consiglieri del PD Benini, La Paglia e Vallani

«Sul finire del mandato il Sindaco getta dunque la maschera rivelando che la sua proposta politica non era altro che un escamotage per riciclarsi dopo aver perso nel 2012 la guerra intestina al centrodestra veronese contro i tosiani. – conclude la nota dei Partito Democratico – L’ennesimo esempio di opportunismo politico finalizzato a rinforzare le carriere personali piuttosto che il bene comune. Nel momento in cui l’escamotage opportunista gli viene d’intralcio per riposizionarsi in vista delle prossime amministrative o altre scadenze elettorali, Sboarina di fatto lo liquida aderendo ad un partito politico. Chiediamo che tutta questa ipocrisia abbia un limite: del gruppo “civico” Battiti resta solo la facciata, come si regoleranno coloro che il Sindaco ha lasciato con la candela in mano?».

Duro il commento della Buona Destra

Massimiliano Urbano - Coordinatore de La Buona Destra Verona
Massimiliano Urbano – Coordinatore Buona Destra Verona

«Con il passaggio del Sindaco Sboarina tra le fila di Fratelli D’Italia vi è l’inequivocabile certificazione che nella nostra città, l’attuale amministrazione ci tiene proprio a distinguersi per un certo tipo d’impronta: fascioleghismo spinto e arretrato ultracattolicesimo. Non è certo questa la destra moderna, europeista, laica e solidale che tanto necessita alla nostra città ed al nostro Paese. – scrive il coordinatore cittadino Massimiliano Urbano, che aggiunge – Basta, da destra, assoggettarsi ai sovranisti, urge coraggio di autonomia politica. Bisogna spezzare le catene dalla destra estrema di Salvini e Meloni, serve riconquistare una piena libertà di scelta. Buona Destra si pone in totale antitesi valoriale e lotta per costruire una destra distinta e distante, apertamente avversaria, della destra estrema e sovranista di cui, non certo solo da oggi, anche Sboarina fa ben parte».

Interviene anche Mao Valpiana

Mao Valpiana
Mao Valpiana

«Sboarina sale sul carro del vincitore. Lo fa in corsa, ad un anno dalle elezioni, dopo aver visto che Giorgia Meloni batte nei sondaggi Matteo Salvini. Una mossa politica legittima e non degna di nota se a farla fosse stato solo il signor Sboarina Federico. Ma poiché ad annunciarla in conferenza stampa è stato il Sindaco di Verona, la vicenda diventa squallida. – commenta il presidente del Movimento Non Violento – Come cittadino scaligero vorrei avere un sindaco super partes, che rappresentasse tutti, che mantenesse un equilibrio e un distacco da statista».

«Invece, lo Sboarina Fratello d’Italia, in affanno e terrorizzato dalla prossima competizione, timoroso di non ottenere la riconferma del secondo mandato, lascia la barchetta di Battiti che fa acqua da tutte le parti, e cerca un posticino sul vascello della capitana. Per non perdere Verona è costretto a chiedere protezione a Roma. – conclude Valpiana – Evidentemente Sboarina stesso non ha molto fiducia nel consenso dei veronesi, essendo cosciente di non lasciare traccia del suo passaggio a Palazzo Barbieri. Ma sbaglia a mettersi alla corte di Giorgia Meloni, che non è un Re mida, e non trasforma in oro un sindaco fatto di ottone. Ben venga comunque questa scelta, che apre per la città la possibilità concreta di avere un Sindaco Verde nel 2022».

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