Sboarina: «25 aprile, deporremo solo le corone»
Il primo cittadino in merito alle celebrazioni del 25 aprile ha precisato che «nel rispetto delle disposizioni ministeriali, si terrà solo una cerimonia di deposizione con la presenza esclusiva di sindaco e prefetto».
Le celebrazioni per il 25 aprile, su specifica indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, non si terranno nella consueta forma, ma prevedono esclusivamente la deposizione di corone, davanti ai monumenti ai caduti, da parte delle Istituzioni.
A livello nazionale, infatti, la circolare precisa che a causa «dei provvedimenti restrittivi legati all’emergenza sanitaria per la diffusione del coronavirus Covid – 19, quest’anno non si terrà la tradizionale deposizione all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica, né sono previste cerimonie coordinate dai prefetti».
A livello locale, invece, la circolare chiarisce che a «eventuali iniziative di deposizione di corone presso i monumenti ai caduti» potrà prendere parte la «sola Autorità deponente, evitando il coinvolgimento di altre autorità o formazioni militari e comunque escludendo qualsiasi forma di assembramento della popolazione».
«Mi sono confrontato con il prefetto Cafagna – ha detto il sindaco – e, nel rispetto di quanto indicato ieri dalla Presidenza del Consiglio, non si terranno celebrazioni pubbliche per la festa del 25 aprile, ma ci sarà solo la deposizione delle corona. In accordo con il prefetto, la deposizione sarà fatta dallo stesso prefetto e dal sindaco».
Sanificazione uffici comunicali. Nei prossimi giorni, grazie alla collaborazione con il generale Giuseppenicola Tota, comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, il personale dell’esercito sarà impegnato nelle attività di sanificazione di spazi e uffici comunali in vista della loro riapertura la pubblico.
Stanziamento pubblico. Governo, Anci e Province si stanno confrontando sulle risorse da destinare agli enti locali per far fronte all’emergenza Coronavirus. Ad oggi, a livello nazionale, si sta discutendo di uno stanziamento pari a 3,5 miliardi di euro, di cui 3 miliardi da destinare a Comuni e città metropolitane e 500 milioni alle Province. Sul tema il sindaco Sboarina ha ribadito due concetti fondamentali: che questa somma è accettabile solo se considerata come prima parte dei finanziamenti e che vanno adeguatamente definiti i parametri di ripartizione perché i Comuni virtuosi, ancora una volta, non siano danneggiati. Questo sarà anche il tema della prossima video conferenza con i sindaci dei capoluoghi veneti.
Incontro con sindacati e Ordini professionali. Sono già in calendario, la settimana prossima, gli incontri con le organizzazioni sindacali e con gli Ordini professionali della città. La riunione con i sindacati, alla quale saranno presenti anche il presidente della Provincia Manuel Scalzotto e della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 9 Flavio Pasini, metterà al centro della discussione l’impatto dell’emergenza sul mondo del lavoro anche da un punto di vista sanitario.
Nessuna nuova ordinanza restrittiva per uscire di casa. Il sindaco non firmerà una nuova ordinanza per definire la distanza da casa entro la quale è possibile uscire. Pertanto, l’ordinanza regionale che stabilisce che si può uscire in prossimità e nelle vicinanze delle proprie abitazione, non sarà ulteriormente definita o limitata dal Comune.
«Visto l’andamento positivo e l’atteggiamento dei veronesi – ha chiarito il sindaco Sboarina – ritengo che non ci sia la necessità di interventi più restrittivi. I veronesi hanno dimostrato maturità e senso di responsabilità e, in un’ottica di progressivo e attento ritorno alla normalità, non ci saranno ulteriori limitazioni rispetto all’ordinanza regionale. Parchi e aree verdi rimangono comunque chiusi perché si tratta di un provvedimento stabilito dal Dpcm, sul quale il sindaco non può intervenire».
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