A Santa Maria in Chiavica lo sport si guarda attraverso un obiettivo

Ultimi giorni per visitare la mostra fotografica “Uno scatto per lo sport” alla chiesa di Santa Maria in Chiavica

A Santa Maria in Chiavica a Verona, si sta per concludere la mostra fotografica realizzata grazie all’Associazione culturale Il Genio Italiano e Bhr Group.
L’esposizione dal titolo “Uno scatto per lo sport” è composta da 30 scatti: 15 scatti intitolati “Non chiamateci bambole” di Alessia Gatta, vincitrice della seconda edizione del premio internazionale di fotografia Agnese Meotti e 15 scatti dal titolo “15 gentiluomini” di Francesca Magnoni. Il denominatore comune di questa edizione è lo sport e in particolare il rugby.
La mostra, a cura di Angelo Lanza, è visitabile gratuitamente fino al 20 ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Gianneugenio Bortolazzi, senior partner di Bhr Group, ha aperto il vernissage sottolineando
che “ci sono parole, neologismi, espressioni che nella quotidianità diventano di moda e locuzioni usate in maniera esagerata, se non anche in modo errato.

L’espressione “sostenere l’arte e la cultura”, oggi, ne è un esempio. Ma nel concreto i soggetti deputati a sostenerle e le normali persone hanno realmente capito cosa vuol dire sostenere l’arte e la cultura?

Quale valore queste hanno a livello sociale? Noi di BHR Group e Il Genio Italiano non solo siamo consapevoli che il futuro è nell'innovazione della valorizzazione del nostro capitale artistico-
culturale il quale fornisce valore economico e culturale, ma ne siamo sostenitori in modo democratico e concreto.”
“Da anni-aggiunge- proseguiamo nella realizzazione di questo ambizioso progetto, di cui il 
premio internazionale di fotografia “Agnese Meotti” ne è parte, consci che l’investimento nella conoscenza e nella cultura e nella valorizzazione di giovani artisti, sono senza dubbio fattori produttivi sui generis, non riconducibili ad altro e per questa loro stessa natura generano valore attraverso vie molto diverse da quelle tipiche dei fattori produttivi considerati dall’economia tradizionale. Sostenere in questo contesto l’arte della fotografia ci aiuta a capire come siamo e come eravamo e lo sarà ancor più tra qualche decennio, quando le immagini racconteranno davvero la nostra società.”

Federico Bortolazzi, partner di Bhr group, ha precisato come “la fotografia ha democraticizzato l’opera d’arte rendendola disponibile a tutti e allo stesso tempo mutando la nostra visione dell’arte.” “Se usata come mezzo di esteriorizzazione di uno stimolo creatore – ha aggiunto- la fotografia è ben diversa da una semplice copia della natura. La fotografia ha aiutato l’uomo a scoprire il mondo, sotto nuove visuali: ha soppresso lo spazio. Senza di essa, non avremmo mai visto la superficie della luna. Ha livellato le cognizioni e ha così riavvicinato gli uomini.

L’invenzione della fotografia non ha cambiato, com’è evidente, solo il percorso tradizionale dell’arte, ma anche, e con il procedere degli anni in misura sempre maggiore, la coscienza del mondo. Ecco perché sosteniamo con questo premio i giovani che vogliono fare
arte con la fotografia.”