Sanità, liste d’attesa: scontro Ministero-Regioni
di Alessandro Bonfante
Con la riunione di questa settimana della Conferenza Stato-Regioni è diventato ancora più evidente il conflitto tra il Ministero della Salute, guidato da Orazio Schillaci, e le Regioni italiane sulla gestione delle liste d’attesa sanitarie.
Il Ministero vuole avere un maggiore potere di verifica sulla gestione delle liste d’attesa, attraverso un organismo dedicato al controllo, istituito all’interno dello stesso ministero. Per le Regioni, questa, è invece un’ingerenza. Fallite le mediazioni, tentate in particolare da Abruzzo e Lazio.
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Il nodo centrale riguarda il decreto attuativo del cosiddetto “Dl Liste d’attesa”, che disciplina i poteri sostitutivi dello Stato in caso di inadempienze regionali nella gestione delle liste d’attesa per visite ed esami medici.
Il ministero di Schillaci intende poter intervenire direttamente nel caso in cui le Regioni non rispettino gli standard di gestione delle liste d’attesa, fino al commissariamento delle aziende sanitarie.
Le Regioni chiedono garanzie procedurali: vogliono indicatori chiari e oggettivi per definire quando scattano questi poteri e quando devono cessare, per evitare che il commissariamento diventi uno strumento di pressione politica.
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Il Ministero ha però deciso di portare avanti il provvedimento anche senza l’assenso formale delle Regioni. La Conferenza Stato-Regioni del 17 aprile infatti si è conclusa con una mancata intesa: il Governo ha rifiutato il rinvio chiesto dalle Regioni e ora si apre una fase di 30 giorni per una possibile conciliazione.
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