Sanità, in Veneto successo per gli screening gratuiti

È disponibile sul sito della Regione del Veneto la Relazione Socio Sanitaria 2023, una fotografia dello stato della sanità pubblica riferita al quadro complessivo rilevato nel 2022.

Manuela Lanzarin
Manuela Lanzarin, assessora alla Sanità della Regione Veneto (foto archivio)
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La Giunta regionale del Veneto ha redatto e approvato su proposta dell’assessora alla Sanità Manuela Lanzarin, trasmettendola alla competente Commissione del Consiglio regionale, la Relazione Socio Sanitaria 2023, riferita al quadro complessivo rilevato nel 2022.

«È stato fatto un lavoro capillare e trasparente – ha affermato Lanzarin – che contiene vari elementi di novità rispetto alla precedente relazione, a cominciare dal fatto che, proprio nel segno della trasparenza, da quest’anno la Relazione sarà anche pubblicata sul sito web della Regione e sarà consultabile da tutti, cittadini e operatori del settore. È la prima volta che tutti potranno conoscere nei particolari la complessità del settore, conoscere i numeri delle prestazioni, la verità statistica sulle liste d’attesa, il volume di lavoro svolto, tutti i servizi attivi negli ospedali e sul territorio, sia per quanto riguarda la sanità che per il sociale. Mi auguro che ciò sarà apprezzato e che siano in molti i veneti che si faranno incuriosire e andranno a vedere in tutto o in parte il testo. Un aiuto alla diffusione della conoscenza della sanità della nostra regione che spero verrà accolto come occasione storica».

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Nel sito internet della Regione è infatti presente un sito interamente dedicato alla Relazione, contenuti navigabili divisi per sezione, infografiche specifiche sui temi trattati, possibilità di scaricare tutto il documento on Pdf, singoli capitoli, paragrafi, tabelle navigabili e scaricabili singolarmente, una sezione dedicata alla Relazioni degli anni precedenti.

Lanzarin ha poi indicato alcuni numeri da lei definiti «significativi per capire il reale andamento del sistema che, nonostante mille difficoltà, dalla pandemia alle carenze nazionali di personale, ha saputo funzionare ed erogare un’assistenza appropriata».

Successo per gli screening gratuiti

Evidente il successo degli screening gratuiti (mammella, colon retto, cervice uterina) ai quali sono stati invitati 1.307.570 veneti, dei quali 823.907 hanno aderito. Grazie a questa attività sono stati scoperti 2.964 adenomi avanzati e 353 carcinomi, che, ha sottolineato Lanzarin, «in buona parte sono vite salvate».

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Personale dipendente pubblico

Al 31 dicembre 2022 il personale dipendente pubblico era pari a 63.487 unità, in aumento rispetto al 2021, con un costo di 3,1 miliardi di euro. Le principali determinanti della spesa sanitaria (11,6 miliardi) sono gli acquisti di beni (2,1 miliardi); i servizi sanitari (4,3 miliardi), il personale (3,1 miliardi), altri costi (per 2,1 miliardi). Il trend è in aumento rispetto al triennio 2019-2021.

Accessi al Pronto Soccorso e assistenza ambulatoriale

Gli accessi al Pronto Soccorso sono stati un milione 778 mila 817, mentre le dimissioni ospedaliere sono state 595 mila 350, con una degenza media di 7,8 giorni. Riguardo all’assistenza specialistica ambulatoriale, il pubblico ha erogato 58.655.966 prestazioni contro i 9.548.215 del privato accreditato.

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Assistenza sociosanitaria

In ambito di assistenza sociosanitaria, i Servizi Residenziali e Semi Residenziali per anziani non autosufficienti hanno assistito 46 mila 913 persone, quelli per persone con disabilità, 10.267, mentre 37.349 sono stati gli interventi a sostegno della domiciliarità. Gli ospedali di Comunità hanno assistito 7.465 pazienti, le Unità Riabilitative Territoriali, 1.492. Le cure domiciliari erogate sono state 2.126.861, con 133.150 pazienti assistiti e 57.823 malati assistiti in cure domiciliari intensive. A questi, vanno aggiunte le cure palliative oncologiche domiciliari o in hospice con 330.297 accessi erogati a domicilio; 11.642 pazienti assistiti; 3.729 persone ricoverate negli Hospice. Positivo, infine il dato sui tumori. Nel 2022 ci sono stati 33.580 nuovi casi, ma il tasso d’incidenza per centomila residenti è diminuito dell’1,7%.

La Relazione

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