Sanità: Giunta Veneta autorizza contratti a medici pensionati

La Giunta regionale del Veneto ha approvato oggi una delibera che assegna ai direttori generali delle Ullss la possibilità di conferire incarichi di lavoro autonomo ai medici in pensione. L’intervento è volto a fronteggiare la carenza di organici che, nel solo Veneto, è calcolata in 1.300 camici bianchi (56.000 è la stima a livello nazionale). La risposta di Zaia: “Largo ai giovani, ma non bastano.”

Il provvedimento, dal titolo Conferimento incarichi di lavoro autonomo a personale medico in quiescenza, è stato illustrato dal Presidente della Regione, Luca Zaia, nel corso del punto stampa svoltosi al termine della seduta odierna dell’Esecutivo.

“Di parole ne sono state dette tante. E’ il momento di agire – ha detto Zaia – e noi cominciamo a farlo con questa delibera con cui apriamo in concreto alla possibilità di riportare in ospedale professionisti sicuramente capaci che, magari, avevano lasciato con dispiacere il loro lavoro. Con questo atto, che qualcuno potrebbe ritenere estremo – ha aggiunto il Governatore – in realtà rispondiamo alla priorità numero uno, che è quella di curare al meglio i malati, basandoci su un presupposto anche giuridicamente solido: rispettare la Costituzione erogando tutti i Livelli Essenziali di Assistenza ed evitare il configurarsi dell’interruzione di pubblico servizio”.

A gestire la nuova possibilità saranno i direttori generali delle Ullss, sulla base delle carenze riscontrate nelle loro strutture.
In particolare la delibera prevede che le aziende ed enti del SSR possono conferire incarichi individuali con rapporto di lavoro autonomo a medici già collocati, qualora risulti oggettivamente impossibile disporre assunzioni di personale medico dipendente.

La delicatezza della situazione è dimostrata dai dati elaborati a tutto il 15 marzo da Azienda Zero: a fronte di 246 posti messi a concorso da ottobre, i candidati in graduatoria sono risultati soltanto 118, con una differenza in negativo di 128.
A questi, vanno aggiunti altri 86 posti il cui concorso è in fase di espletamento, ulteriori 19 i cui concorsi sono in fase di pubblicazione in Gazzetta, altri 301 con i concorsi in fase d’indizione.

“Sia chiaro – ha tenuto a sottolineare Zaia – che prima di tutto diciamo largo ai giovani ma se, come in questo caso, non ce ne sono abbastanza, le cure vanno garantite lo stesso, con ogni mezzo, perché questa è una crisi epocale, causata da una
programmazione nazionale sbagliata in più parti.