San Martino Buon Albergo, inaugurata la nuova ciclopedonale

Il percorso parte dalla zona di via Archimede e arriva fino alla rotonda dell'Aia, a pochi metri dalla ciclabile che porta verso il centro di San Michele Extra.

San Martino Buon Albergo ciclopedonale
L'inaugurazione della pista ciclopedonale a San Martino Buon Albergo
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Ieri, martedì 27 giugno, alle 18.30 è stata inaugurata a San Martino Buon Albergo la pista ciclopedonale che collega il rione di Sant’Antonio con l’area di accesso al territorio comunale da Ovest. Il percorso parte dalla zona di via Archimede e arriva fino alla rotonda dell’Aia, a pochi metri dalla ciclabile che porta verso il centro di San Michele Extra. All’inaugurazione erano presenti il sindaco Giulio Furlani, il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Mauro Gaspari, esponenti dell’Amministrazione e rappresentanti del comitato di quartiere. 

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Il percorso

Si tratta di un percorso lungo circa 800 metri che si inserisce in una rete di strutture ciclopedonali che sta diventando sempre più estesa e interessa varie aree del territorio comunale. L’intervento per la finalizzazione del percorso è parte di un progetto che comprende anche la riasfaltatura del manto stradale dello stesso asse lungo cui si sviluppa la ciclabile, che include via Sant’Antonio dalla rotatoria con via Pitagora sino all’incrocio con via Verdi. 

Il percorso inizia dalla passerella ciclopedonale sulla Rosella e nel primo tratto, da via Verdi a via Pasteur, si sviluppa sul lato nord, dove è presente anche l’accesso al quartiere di via Manzoni e il collegamento con un importante ciclovia alle Ferrazze, con conseguente modifica della sosta da pettine a linea su ambo i lati della strada. Tale intervento ha permesso altresì l’eliminazione della sosta “selvaggia” delle automobili, valorizzando nel contempo gli spazi antistanti agli esercizi commerciali ora raggiungibili in piena sicurezza dai cittadini. Il percorso continua su marciapiede sino a via Manzoni prima e via Caval poi e trova continuità con due platee rialzate per mettere in sicurezza gli attraversamenti, creando così un collegamento ciclopedonale sicuro dal quartiere di via Manzoni al resto del comune.

Nel tratto da via Pasteur a via Archimede la pista passa sul lato sud presso l’attraversamento esistente, sfruttando l’ampia banchina che si trova su quel lato.

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L’ultimo tratto, da via Archimede a via Pitagora, dà continuità al percorso sino a collegarlo alla ciclabile verso San Michele, che dovrebbe relazionarsi in futuro con il percorso previsto dal comune di Verona verso lo stabilimento Aia. In questo tratto oltre alla posa in banchina di un elemento separatore prefabbricato, è stato necessario l’allargamento della pista ciclopedonale verso la campagna, ottenuto con un semplice rimodellamento della scarpata esistente, per ottenere una sezione corretta del percorso stesso e la riasfaltatura del tratto esistente a ovest della rotatoria. In corrispondenza di questo tratto è stato realizzato inoltre un nuovo impianto di illuminazione, mettendo così in sicurezza tutta la viabilità fino al confine con Verona. Una volta che si aggiungerà il piccolo tratto di competenza di Aia, il percorso permetterà un collegamento diretto con il Comune di Verona che, a sua volta, ha realizzato un significativo collegamento ciclopedonale da Borgo Frugose alla rotonda Aia.

«Il nuovo percorso – spiega il vicesindaco Gaspari – realizza un collegamento ciclopedonale atteso che garantisce più sicurezza sia per gli utenti della strada che per i fruitori della pista. Si tratta di un intervento per incentivare la crescita della mobilità sostenibile che si inserisce all’interno di un disegno che vuole essere il più unitario possibile, con l’obiettivo di collegare i percorsi esistenti, sul territorio comunale e con i comuni limitrofi».

«Con la ciclabile – sottolinea il sindaco Furlani –  aggiungiamo un collegamento sicuro tra due zone importanti del Comune, consentendo così alle persone di usare la bicicletta per gli spostamenti potendo usufruire del percorso in piena libertà e sicurezza, con tutti i benefici che questo può comportare per il cittadino e per tutta la comunità».

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