San Bonifacio, tre arresti per usura. Anche minacce e prestazioni sessuali
Giro di usura a San Bonifacio, aggravato da minacce e richieste di prestazioni sessuali
Si arrivava anche a minacce e atti intimidatori, fino a pretendere prestazioni sessuali dalle debitrici femmine, per concedere dilazioni di pagamento o rinegoziazione del debito. Questi gli aspetti più estremi del già grave quadro svelato dai Carabinieri di San Bonifacio: tre persone sono state arrestate per usura. Applicavano tassi d’interesse fino al 143%.
Gli arresti
Nelle prime ore di giovedì 17 febbraio 2022, i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di San Bonifacio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone (due italiane e una di origine rumena, tutte domiciliate in San Bonifacio). Sono ritenute responsabili del reato di usura in concorso ed esercizio abusivo di attività finanziaria, consumato dal maggio 2019 a oggi.
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Le indagini
L’articolata e complessa indagine, condotta dagli investigatori del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Bonifacio, è iniziata a seguito della denuncia dei familiari di una vittima, la quale, dovendo far fronte ad uno stato di sofferenza economica protrattosi nel tempo, aveva richiesto un prestito di 25mila euro a un individuo, presentatole da un collaboratore del proprio datore di lavoro.
Le delicate investigazioni, corroborate da attività tecniche, hanno permesso di individuare l’usuraio, originario della provincia di Catanzaro, residente in Veneto dalla fine degli anni ’80, disoccupato e privo di alcun reddito sin dal 2014. L’uomo è definito dai Carabinieri «vero e proprio dominus dell’usura nell’est veronese». Insieme ai suoi complici erogava somme di denaro applicando tassi d’interesse fino al 143% sui prestiti elargiti a una nutrita serie di soggetti, ricorrendo anche a minacce e atti intimidatori, e spingendosi sino a pretendere prestazioni sessuali nei confronti delle debitrici femmine per concedere dilazioni di pagamento o la rinegoziazione del debito.
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Nel corso delle perquisizioni i Carabinieri hanno recuperato e sequestrato oltre 95mila euro in contanti, una notevole quantità di appunti con i quali gli usurai tenevano la contabilità della loro illecita attività, e addirittura lettere estorsive pronte per essere inviate ai debitori in ritardo nei pagamenti.
I tre sono stati trasferiti nella Casa Circondariale di Verona Montorio, a disposizione dell’autorità giudiziaria, dove oggi si è svolto l’interrogatorio di garanzia.
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