San Bonifacio, l’allarme del sindacato autisti: «Autostazione nel degrado»

Redazione

| 08/04/2026
Il sindacato denuncia aggressioni, baby gang e furti nel veronese. L'assessore regionale Ruzza sostiene l'estensione del "Decreto Sicurezza" anche per i lavoratori del trasporto su gomma.

Un vero e proprio «bollettino di guerra». È così che la Segreteria Provinciale e Regionale FAISA-CISAL descrive la situazione dell’autostazione di San Bonifacio. Il sindacato, guidato dal segretario Stefano Ferrari, ha lanciato un forte grido d’allarme sulla sicurezza nel trasporto pubblico locale (TPL) dell’est veronese.

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Gli episodi di violenza

Secondo i dati raccolti dalle relazioni di servizio degli ultimi mesi, lo scalo di San Bonifacio è diventato teatro di sistematici atti illeciti. Tra dicembre 2025 e marzo 2026, si sono verificati furti di telecamere di sorveglianza e numerosi imbrattamenti vandalici.

Secondo quanto riporta il sindacato, la situazione sarebbe degenerata lo scorso 17 marzo, quando un passeggero avrebbe aggredito verbalmente e sputato al personale in servizio. Solo pochi giorni dopo, il 30 marzo, è stato necessario l’intervento dei Carabinieri per gestire furti e la presenza di soggetti privi di documenti. A questo quadro, riporta FAISA-CISAL, si aggiungerebbero disordini frequenti nelle fasce pomeridiane e serali, l’uso di banconote false e passeggeri che fumano a bordo dei mezzi.

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Sul fronte istituzionale, si registra un’apertura da parte della Regione Veneto. L’assessore ai Trasporti, Diego Ruzza, ha infatti risposto positivamente alle sollecitazioni del sindacato. Ruzza ha confermato di aver segnalato alla Conferenza delle Regioni la necessità di estendere le tutele del “Decreto Sicurezza” (art. 11) a tutto il personale del TPL, non limitandole solo al settore ferroviario.

«È inaccettabile creare lavoratori di serie A e di serie B», ha dichiarato Stefano Ferrari. «Siamo soddisfatti che l’assessore Ruzza concordi con noi: il rischio è identico e le tutele devono essere le stesse».

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Le richieste del sindacato

FAISA-CISAL chiede ora interventi concreti e immediati. Tra le priorità indicate figurano:

  • L’istituzione di un Protocollo di Sicurezza Provinciale tramite un tavolo tecnico in Prefettura, per garantire presidi fissi anche fuori dal capoluogo.
  • Un sostegno economico per coprire i costi della vigilanza privata, che per l’azienda ATV ammontano a circa un milione di euro l’anno.

A breve è previsto un incontro tra i vertici di ATV, la Prefettura e il Commissario di San Bonifacio. Il sindacato auspica di poter partecipare ai tavoli tecnici per monitorare che si passi rapidamente «dalle parole ai fatti», a tutela di lavoratori ormai esausti.

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