Frantoio Salvagno, dalla tradizione al digitale per combattere la crisi

Francesca Salvagno: «Proiettare le nostre radici nel futuro ci ha consentito di essere pronti anche nel momento più difficile dell’emergenza».

Nel difficile 2020, anno che resterà nella memoria di tutti noi per l’influenza che il COVID-19 ha avuto sulle nostre vite e sulle nostre aziende, c’è una storica azienda familiare di Verona, il Frantoio Salvagno, che ha mostrato come un mix tra tradizione e innovazione siano la ricetta giusta per fronteggiare gli imprevisti del mercato.

La famiglia Salvagno dal 1923 vanta una tradizione olearia unica nel panorama veronese, con un legame con il territorio che l’ha reso punto di riferimento in tutto il comprensorio.

«Per noi la tradizione contadina non è solo storia, ma punto fondante della nostra attività», afferma Francesca Salvagno, giovane volto del frantoio insieme alla sorella Cristina e a papà Giovanni, che dal suo ufficio a Nesente, piccola contrada nel cuore della Valpantena, coordina l’attività aziendale insieme alla famiglia.

Olio, prodotti gastronomici, cosmesi, pacchi dono. L’olio Salvagno è conosciuto in tutto il mondo e non manca mai sui tavoli dei migliori ristoranti di Verona.

La famiglia Salvagno: Elena, Giovanni, Francesca e Cristina.

Salvagno, sapersi rinnovare è il segreto per non soccombere

«Non si può dire che il 2020 sia partito con il piede giusto – sorride Francesca –. Pandemia da Virus Covid-19, quarantena, lockdown per settimane; mercato del lavoro ed economia dell’Italia estremamente in difficoltà. E come dimenticare la campagna olearia dello scorso anno, penalizzata dall’andamento climatico anomalo che ha inciso negativamente sulla produzione in termini quantitativi. Diciamo che non sono stati mesi facili, soprattutto per chi, come noi, ha come policy aziendale quella di non rifornirci con prodotto estero».

In Italia – il Bel Paese è il secondo produttore europeo di olio di oliva –, infatti, la campagna olearia del 2018/2019 ha chiuso con il minimo della produzione degli ultimi decenni. Sapersi innovare e rinnovare è il segreto che le aziende, anche quelle che alle spalle hanno una storia quasi centenaria, attuano per non soccombere davanti alle difficoltà e agli imprevisti.

Ed è proprio la visione del futuro e la voglia di cambiare continuamente, pur mantenendo saldo il valore del legame con la tradizione e con il territorio, che ha consentito al frantoio Salvagno di diventare una vera case history nel mondo della vendita on line in questo strano 2020 segnato dal Covid-19.

«Anni fa ho scelto di dotarmi di uno shop on line e di investire sulle campagne e la comunicazione digitale, forse precorrendo un po’ i tempi, visto che fino a pochi mesi fa buona parte del nostro venduto derivava da contatti diretti B2B e da visite in Frantoio, che noi peraltro abbiamo sempre spinto con eventi e visite scolastiche», racconta Francesca.

«Invece nell’ultimo anno abbiamo avuto un’esplosione di vendite sul portale ecommerce e le campagne digitali e social ci stanno portando quel riscontro che purtroppo il lockdown, con le conseguenti chiusure delle attività ricettive e dei ristoranti, ci aveva negato».

E se è vero che la pandemia ha cambiato la quotidianità di chiunque, sconvolgendo dalla sera alla mattina il modo di lavorare, bloccando gli spostamenti, chiudendo negozi, interrompendo le frequentazioni “dal vivo” ed impedendo anche le azioni che fino al giorno prima sembravano “scontate” ed ovvie, è altrettanto vero che ha dato la possibilità a tutti coloro che ci credono di investire nel digitale, per essere costantemente vicino ed in contatto con i clienti in tutto il mondo.

I dati a confronto dell’aprile 2019 rispetto a quello di quest’anno sulla crescita del digital a livello mondiale parlano chiaro: +7,1% di utenti di internet, ossia + 301 milioni. Sono numeri che non si fermeranno. E il Frantoio Salvagno va in questa scia, con un trimestre marzo-maggio 2020 che segna un +457,61% di vendite on line rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un mezzo miracolo, in tempo di pandemia, una di quelle storie a lieto fine di cui il nostro territorio e la nostra economia ha tanto bisogno.

E per il futuro? «Non sappiamo che autunno ci aspetti, per cui stiamo già immaginando dei percorsi virtuali che possano sostituire quelli reali. Ed un sogno nel cassetto che finalmente si realizza: da questa estate i futuri sposi potranno scegliere i prodotti Salvagno come bomboniera. Un pensiero goloso e di qualità come augurio del futuro».