Salgono contagi e disdette. Ristoratori in allarme anche a Verona

In Italia ci sono 674mila persone attualmente positive, di cui in Veneto oltre 80mila. A queste vanno aggiunti i contatti stretti: il numero di persone oggi in quarantena è altissimo. Fioccano le disdette nei ristoranti, per un Capodanno di preoccupazioni per il settore della ristorazione.

Agriturismo ristorante disdette ristoratori

Si discute di ridurre le quarantene per i contatti di positivi, se asintomatici, mentre i contagi da Covid-19 continuano ad aumentare in tutta Italia. Di pari passo, aumentano le disdette – e le mancate prenotazioni – di ristoranti e vacanze per cene e cenoni, compreso San Silvestro.

La situazione sanitaria

Oltre 8mila e 600 nuovi positivi registrati in Veneto nelle scorse 24 ore, 7mila e 400 nel bollettino precedente. Nei giorni festivi precedenti erano stati fatti molti meno tamponi e quindi erano emerse molte meno positività, ma la crescita dei contagi era evidente già da qualche tempo.

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Più che i contagi, oggi, a preoccupare le autorità sanitarie e politiche sono le ospedalizzazioni, anch’esse in crescita, seppur molto minori rispetto ai momenti più critici della pandemia. Da qui le nuove misure, alcune già in vigore, altre allo studio, che prevedono l’estensione dell’uso del green pass. Le rassicurazioni del super green pass e delle terze dosi però non sembrano essere sufficienti per i clienti della ristorazione e settori affini.

Disdette e prenotazioni mancate durante queste festività non fanno passare sonni tranquilli a imprenditori e lavoratori del comparto. D’altro canto, quanti ormai non hanno almeno un positivo o quarantenato fra amici e parenti? Le cene in compagnia sembrano essere state accantonate. Pure il Capodanno in piazza Bra è saltato.

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Le preoccupazioni dei ristoratori

Paolo Artelio
Paolo Artelio

In terra scaligera si esprime con rammarico Paolo Artelio, presidente di Fipe-Confcommercio Verona: «Ristoranti, locali e alberghi sono luoghi sicuri in cui le severe norme nazionali vengono rispettate puntigliosamente: la raffica di disdette arrivate in questi giorni penalizza ingiustamente le imprese di settore della nostra provincia, molte delle quali ormai allo stremo».

Continua Artelio: «Siamo oggetto di un lockdown strisciante, subdolo, che rappresenta una stangata per i pubblici esercizi e avrà ripercussioni pesantissimi su bilanci già falcidiati dalle limitazione a singhiozzo vissute in questo 2021. Il mese di dicembre, il più importante dell’anno che da solo vale il 10% del fatturato dei ristoranti, è in buona parte compromesso e si aggiunge ad un periodo prolungato di crisi che stava finalmente vedendo una via di uscita».

Non solo mancati introiti, ma anche problemi organizzativi e uscite anticipate che rischiano di non essere coperte. «Molti imprenditori del settore dei pubblici esercizi avevano ordinato merce, pagato dj, artisti e fornitori. E ora devono disdire tutto. Chiediamo al governo misure urgenti come ad esempio le proroghe delle moratorie bancarie e della cassa Integrazione. Interventi che dovranno sostenere quei comparti che stanno soffrendo di più. Come la ristorazione nei luoghi turistici, quella legata agli eventi o alle feste private o le discoteche e i locali da ballo, letteralmente mortificati dall’ultimo provvedimento che li ha chiusi senza alcun preavviso fino al 31 gennaio», conclude Artelio.

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Anche da Coldiretti arriva un quadro della situazione, che segna i -49 per cento di fatturato negli agriturismi in epoca Covid. La provincia veronese ha più di 400 agriturismi, oltre un terzo di quelli del Veneto.

«Gli agriturismi – sottolinea il presidente di Terranostra Verona, la rete degli agriturismi promossa da Coldiretti, Stefano Chiavegato – spesso situati in zone isolate della montagna o della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Nonostante questo, un po’ in tutta la provincia si segnalano disdette per l’ospitalità a Capodanno a causa dell’avanzare della nuova ondata della pandemia che ha coinvolto un numero crescente di famiglie che sono state costrette a rinunciare alle vacanze».

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