Rosario Russo: «Ho sempre avuto a cuore il tema della cultura»

Rosario Russo, candidato con la lista Sboarina Sindaco, racconta ai nostri microfoni la sua grande passione per la cultura, che ha voluto accompagnare al suo percorso politico. 60 anni e avvocato, inizia ad avvicinarsi alla politica dopo i 40 anni. Come mai questa direzione? Volevo conoscere le iniziative di carattere politico e culturale che gravitavano…

Rosario Russo, candidato con la lista Sboarina Sindaco, racconta ai nostri microfoni la sua grande passione per la cultura, che ha voluto accompagnare al suo percorso politico.

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60 anni e avvocato, inizia ad avvicinarsi alla politica dopo i 40 anni. Come mai questa direzione?

Volevo conoscere le iniziative di carattere politico e culturale che gravitavano attorno alla città. Ho iniziato quindi, in maniera un po’ distaccata, a frequentare un circolo molto attivo di Alleanza Nazionale. Nel 2007 poi, con le elezioni in Circoscrizione, mi avvicinai maggiormente. Avevo curiosità di conoscere le dinamiche e avere un contatto vivo con i cittadini. Poi ho avuto la fortuna di essere Coordinatore della Commissione Cultura e per cinque anni mi sono cimentato con attività di tipo organizzativo, mettendo a frutto le mie competenze. È stata un’esperienza molto stimolante.

Poi ha attraversato, nel 2012, la porta di Palazzo Barbieri entrando in Consiglio Comunale…

Sì, nel 2012 fui eletto nelle liste della Lega. L’esperienza di Presidente della Commissione Cultura mi ha dato molta soddisfazione, come il Festival Biblico e la Verona Minor Hierusalem. Verona ha tesori incredibili che era, ed è tuttora, importante valorizzare. Queste realtà sono state spinte anche dall’amministrazione attuale, e di questo sono molto contento. Il sindaco ha mostrato di crederci in prima persona, quindi.

Terminato quel quinquennio, lei si avvicinò a Battiti, giusto?

Con la precedente amministrazione avevo avuto qualche divergenza d’opinione, e quindi verso la fine del mandato mi avvicinai a Battiti. Vedevo in Sboarina una persona che poteva darmi garanzie, dove sono stato eletto e dove sono tuttora. Non è stata una decisione presa a cuor leggero, dopo due mandati da consigliere conciliare lavoro, famiglia e politica non è facile. Ma il sindaco mi ha incoraggiato a continuare e vorrei vedere la conclusione di molti progetti iniziati durante quest’amministrazione, e quindi sono di nuovo qui. A motivarmi è proprio questo: un sindaco deve poter finire ciò che ha iniziato.

Anche se nell’ultimo mandato non si è occupato di cultura, immagino sia un tema che le è rimasto nel cuore. Cosa prova nel vedere che gli eventi sono finalmente ripartiti?

Spero che questo trend positivo della Fondazione Arena e questa ripresa generale prosegua. Spero in un maggiore investimento nella concertistica, già molto viva. La città va coinvolta a partire dai ragazzi, soprattutto. Riuscire a “ri-alfabetizzare” i veronesi sulla lirica sarebbe un ottimo punto di partenza su cui ragionare. Se andiamo a Salisburgo vediamo come siano complessivamente coinvolti nel campo della musica, o anche solo a Mantova con il Festivaletteratura. Su questo Verona ha fatto tanto, ma so che può fare molto di più.

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