Rissa sul lago, Rigo accusa la sindaca Gaiulli: «Impari a fare squadra»

Dopo i disordini sul lago del 2 giugno e il vertice di ieri a Peschiera, il consigliere regionale Filippo Rigo attacca la sindaca Orietta Gaiulli per come ha gestito la vicenda e per le sue dichiarazioni.

Filippo Rigo e Maria Orietta Gaiulli
Filippo Rigo e Maria Orietta Gaiulli

Continua il dibattito intorno ai fatti di Peschiera e Castelnuovo del Garda dello scorso 2 giugno. Ieri in municipio a Peschiera si è tenuto un incontro fra sindaci e parlamentari della zona per fare il punto della situazione.

La sindaca Maria Orietta Gaiulli ha spiegato che il vertice era «finalizzato a sensibilizzare coloro che sono deputati alla salvaguardia dell’ordine pubblico, affinché i gravi episodi del 2 giugno scorso non si ripetano più».

Filippo RIgo
Filippo Rigo

Il consigliere regionale della Lega Filippo Rigo però non stempera i toni e con una nota inviata alla stampa ieri pomeriggio attacca Gaiulli per le sue dichiarazioni all’indomani della giornata dei fattacci.

«Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Peschiera, bisognerebbe solo fare squadra per evitare che si ripetano fatti incresciosi» dice Rigo. «E invece dal sindaco di Peschiera sul Garda Orietta Gaiulli in questi giorni sono arrivate solo accuse ai suoi colleghi dei paesi limitrofi, come Castelnuovo che pure sta portando avanti un progetto di riqualificazione delle proprie spiagge. Parole pesanti, cui tra l’altro la prima cittadina non è nuova. Fermo restando che i responsabili di questi gesti esecrabili devono essere individuati e puniti, indipendentemente dalla loro giovane età, per poter far capire loro la gravità dei loro atti, Gaiulli dovrebbe mettere più impegno nella gestione della sicurezza del suo comune, invece che lanciare dichiarazioni deliranti».

In una comunicazione inviata a Prefetto, Questore e Comandante provinciale dei Carabinieri il 3 giugno, la sindaca di Peschiera, dopo aver descritto i fatti del giorno precedente, accusava il Comune di Castelnuovo del Garda di «incapacità» nel «dare finalmente una definitiva sistemazione alla predetta spiaggia [la spiaggia libera di Castelnuovo, raggiungibile facilmente da Peschiera, ndr], ormai da tre anni teatro di violenze e scempi da parte di questi facinorosi».

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Gaiulli, nella stessa lettera, aggiungeva: «Il problema è nato due anni orsono, nell’estate del 2020, allorquando, inaspettatamente, orde di giovani di diverse etnie. provenienti prevalentemente tramite trasporto ferroviario dalle città lombarde. si sono riversati sulle spiagge di Castelnuovo attraversando Peschiera del Garda. In quella occasione alcune pattuglie dei carabinieri intervenute sul posto, visto l’allora numero esiguo di partecipanti, aveva evitato il peggio».

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La sindaca di Peschiera Maria Orietta Gaiulli

«Nell’estate del 2021 – continuava Gaiulli –, all’inizio della stagione primaverile, questi facinorosi avevano ripreso il loro “pellegrinaggio” alla spiaggia di Castelnuovo, transitando per Peschiera, e la sottoscritta unitamente al sindaco di Castelnuovo aveva preso parte inizialmente a una riunione presso la locale stazione dei carabinieri, durante la quale si era espresso a chiare lettere l’esigenza improcrastinabile di porre ordine alla spiaggia libera di Castelnuovo, anche per il tramite di una assegnazione a privati per una migliore gestione della stessa, e qualche giorno dopo in una riunione in videoconferenza con il Prefetto.

Oggi, lamenta Gaiulli, «il Comune di Castelnuovo non ha ancora dato una sistemazione alle proprie spiagge libere, che sono teatro, come sopra detto, di scempi e violenze di ogni genere».

Gaiulli poi sottolineava le segnalazioni inoltrate il 30 e 31 maggio scorsi alla prefettura e alle forze dell’ordine in vista dei preannunciati disordini. «E quel giorno è successo il disastro».

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Il consigliere regionale Rigo però non apprezza i modi della sindaca di Peschiera: «Non è la prima volta che Gaiulli si lascia andare a esternazioni gravissime, basti pensare a quanto da lei dichiarato la scorsa settimana in Consiglio comunale, durante il quale prima ha attaccato il presidente Zaia, affermando che avrebbe inviato da Padova sul Garda il Soprintendente per belle arti, paesaggio, archeologia, Vincenzo Tinè perché, testuali parole, “Zaia doveva farsi gli affari suoi a Padova”. Come se fosse il presidente di Regione ad assegnare gli incarichi ai Soprintendenti e avesse la facoltà di trasferirli. Insinuando, oltre tutto, che Zaia avesse “affari” da nascondere a Padova».

Secondo Rigo le accuse di Gaiulli alle amministrazioni e alle forze dell’ordine «vogliono mascherare una inadeguatezza nel governo di uno dei più bei paesi del Garda. Invece che attaccare amministrazione regionale e forze dell’ordine, dovrebbe imparare a fare rete con i Comuni vicini, per rendere davvero più attrattivo un territorio che racchiude bellezze uniche al mondo. Ma, evidentemente, è più facile criticare gli altri che assumersi le proprie responsabilità. Da parte nostra, non mancherà l’impegno per sostenere il territorio e la sua risorsa economica principale, il turismo».

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Il testo inviato a Prefettura, Questura e Carabinieri dalla sindaca di Peschiera

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