I Ris nella casa dove fu uccisa Khadija

Nuovi rilievi nell’appartamento in zona Stadio dove, il 29 dicembre scorso, è stata brutalmente uccisa e fatta a pezzi la donna di 46 anni.

Questa mattina i Ris sono entrati nel luogo del delitto. Il convivente di Khadija Bencheickh, Agim Ajdinaj ha confessato l’omicidio, ma ora si deve chiarire chi l’abbia aiutato a fare a pezzi la vittima. Vezir Ajdinaj, il fratello del reo confesso, rimane il principale sospettato: l’uomo ha ammesso di aver portato Agim in macchina a Valeggio con i sacchi ma ha ribadito di non sapere che cosa contenessero.  In piazzale Olimpia è ora in corso il lavoro di ricerca di tracce utili a definire il ruolo di tutti i soggetti sotto inchiesta. Sono indagati anche un terzo fratello e un nipote sempre con l’accusa di distruzione di cadavere.

Khadija Bencheickh viveva nella zona dello Stadio a Verona e lavorava come donna delle pulizie. Era uscita da alcuni anni da un primo matrimonio difficile, restando comunque in buoni rapporti con l’ex marito. La relazione con Ajdinaj, invece, durava da qualche anno e stando alle dichiarazioni dell’uomo, era diventata insostenibile proprio a causa dei frequenti litigi. La donna, lo scorso 29 dicembre era stata tramortita e poi fatta a pezzi, messa nei sacchi di immondizia e abbandonata in un campo di Valeggio.