Rincari, Cecchinato: «Confido nella capacità di adattamento degli italiani»

Tra caro energia e stratagemmi per risparmiare è ancora tanta l'incertezza su ciò che ci aspetta in questo inverno. Ne abbiamo parlato, durante la trasmissione "Protagonisti", con il Presidente di Adiconsum Verona e Veneto, Davide Cecchinato.

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Strategie casalinghe e non solo per combattere il rincaro di gas ed energia elettrica ce ne sono parecchie in giro. Ognuno ha la sua ricetta per superare questo momento di crisi, mentre altri annaspano di fronte a un inverno che si preannuncia drammatico per molte famiglie e imprese. A parlarci di alcuni accorgimenti, della situazione e di ciò che ci aspetta è stato il presidente di Adiconsum Verona e Veneto, Davide Cecchinato.

Il caro energia tocca imprese e piccoli imprenditori, ma anche le famiglie. Persone che ovviamente si rivolgono anche ad Adiconsum per cercare un sostegno…

Io direi proprio di sì. Circa il 70% dei contatti che noi abbiamo in questo periodo è dedicato al settore dell’energia, che tocca non solamente le famiglie, ma anche le piccole imprese, soprattutto i piccoli commercianti che sono in difficoltà, le pasticcerie e i ristoratori. Ed è una situazione da attenzionare. Tra l’altro gli strumenti che possiamo mettere a disposizione sono piuttosto pochi, quindi bisogna stare attenti e fare molto risparmio. In questo periodo la strategia migliore è quella di utilizzare meno l’energia elettrica e il gas, quando è possibile. Tra l’altro questi aumenti hanno un effetto a cascata sull’inflazione, che è aumentata del 10%. E quindi poi i beni che troviamo sugli espositori dei supermercati o nelle pasticcerie, nei bar e dal fornaio sono aumentati. Io credo che comunque il consumatore abbia adottato delle tecniche di difesa, che sempre più faccia in modo di approfittare delle offerte, di fare acquisti personalizzati.

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Certamente nessuno si aspettava la guerra, ma è arrivata e, con essa, questi rincari. Possibile che non ci fosse un piano B?

C’è da dire che già noi partivamo da una situazione in cui l’energia aveva un aumento costante. Quindi è vero che la guerra ha aumentato questa crisi, ma già noi vedevamo un aumento del costo alla produzione dell’energia in aumento. Perché? Perché tutte le economie, soprattutto le economie emergenti, hanno bisogno di energia per produrre beni e per movimentare le macchine e quant’altro. Quindi partivamo già da una situazione di questo genere. Poi c’è stata questa fiammata della guerra in Ucraina che ha avuto ripercussioni fortissime su una materia prima: il gas russo, che arrivava quasi alla metà del mercato europeo e quindi ci ha messo in questa condizione molto critica. Teniamo conto poi che le imprese e le famiglie vengono fuori anche da un periodo di crisi sanitaria e di pandemia non indifferente. Bisogna organizzarsi. Anche noi abbiamo creato un vademecum che spiega come risparmiare fino a 1000 euro all’anno con alcuni accorgimenti.

E sull’energia green, invece, forse avremmo dovuto investire di più?

Secondo me assolutamente dovevamo investire di più, soprattutto in un Paese come l’Italia esposto al sole per un buon numero di mesi all’anno e con grandi potenzialità, non solo con il fotovoltaico, ma anche con l’eolico e altri sistemi. Chiaramente bisogna avere anche la lungimiranza e l’intelligenza per pensare appunto a periodi di crisi. E per fortuna ci stiamo pensando. Abbiamo anche avuto la lungimiranza di collegare il nostro sistema di rete gas alla TAP e quindi di poter avere dal Caucaso quel 15% di approvvigionamento senza il quale saremo ancora più in difficoltà. Però, come dicevi sul fotovoltaico, sulle rinnovabili si doveva fare di più. Adesso dobbiamo pensare al futuro e investire.

Tra i tanti eventi che state organizzando per venire incontro ai consumatori, come vede i prossimi mesi?

Oggi il clima è abbastanza teso, perché le notizie che riceviamo non sono positive e leggiamo i giornali, ascoltiamo la radio, guardiamo la televisione. Purtroppo abbiamo tutti i dati che ci dicono che sarà un salasso. Io però confido anche molto nella capacità di far fronte alle difficoltà degli italiani e del popolo italiano. Quindi anche i veronesi in primis, anche perché li sento, ci parlo e hanno già alcune strategie per risparmiare. Ci deve essere però anche un intervento pubblico più incisivo a favore di famiglie e imprese dal 25 settembre in poi.

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