Rilancio del turismo? Italia Viva batte un colpo e critica la Lega

L'onorevole Davide Bendinelli, parlamentare di IV e Giovanni Altomare, direttore di Federalberghi Garda Veneto per oltre 20 anni pensano già al treno della ripartenza turistica, proponendo alcune riflessioni e criticando alcuni esponenti del Carroccio in Regione e in Comune a Verona.

L'onorevole Bendinelli la scorsa estate a Villa Albertini a Garda in compagnia del leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

«Dopo la pandemia si riprenderà a viaggiare e la nostra città non può perdere il treno della ripartenza». Per l’on. Davide Bendinelli e per l’ex direttore storico di Federalberghi Garda Veneto Giovanni Altomare ci vuole qualcosa in più delle «belle idee buttate lì dal consigliere regionale leghista Enrico Corsi e dall’assessore Nicolò Zavarise con dieci anni di ritardo. A Verona bisogna portare gli enti pubblico-privati noti come Destination Marketing Organization a fare una promozione davvero integrata di città, lago e lessinia».

«Ci si aspettava di più da chi è maggioranza in Regione e Comune da oltre quindici anni. Chi amministra non può fermarsi alle opinioni. Il turismo veneto e veronese è stato poco sostenuto negli ultimi anni, anche finanziariamente, come sanno tutti gli operatori perché la Regione e le Giunte di centro destra hanno dato per scontato che fosse una macchina che andava da sola. Ma è un gioco che può durare solo fino ad un certo punto; poi si rompe. Adesso, con la pandemia del COVID a rappresentare un vera cesura tra il prima e il dopo, abbiamo bisogno di entrare nel concreto. – proseguono gli esponenti di Italia dei Valori.

Richiesti tre cambi di passo

Tre i cambiamenti di passo chiesti dall’On. Bendinelli e da Giovanni Altomare. Il primo è culturale. «Il turista non va inteso solo come cliente della struttura ricettiva ma come fruitore di tutto il territorio e fonte di indotto per tutta la comunità. Turismo, infatti, significa mobilità, bar, ristoranti, prodotti tipici, gadget, shopping, musei, intrattenimenti ma anche infrastrutture, professioni, forniture, impianti, manutenzioni, eventi, spettacoli. Il turismo è un’economia a 360° gradi e come tale va messa in primo piano».

Il secondo è amministrativo: «passare veramente dagli slogan ai fatti, a cominciare dal vero decollo delle Dmo. Questi enti pubblico-privati di promozione turistica –  secondo Altomare – vanno potenziati, dialogare tra loro e concertare iniziative comuni. Una buona ed efficace azione di informazione e promozione turistica non può più prescindere da azioni di sistema e tutta l’offerta deve trovarsi e interagire sul web, sulle app e social media, molto meglio se sotto un unico marchio e slogan. L’ideale è avere pochi portali ma di qualità: più si concentra l’offerta turistica più si massimizza l’effetto virale». 

Il terzo intervento è partecipativo: «Coinvolgiamo gli operatori, come ci chiedono da anni, nel decidere come spendere sul territorio l’imposta di soggiorno, con particolare attenzione all’innovazione e al turismo sostenibile».

«Ecco tre semplici passaggi reali che chi è al governo di Comune e Regione avrebbe dovuto fare anni fa – concludono Bendinelli e Altomare -. Da noi il turismo è tutto, tutto fa turismo e sono decine di migliaia gli addetti e le famiglie che lavorano e vivono di turismo. Ma non si può pensare ancora di vivere di rendita. Verona, Lago e Lessinia  sono un patrimonio turistico eccezionale. Per far sì che rimangano in vetta alle mete turistiche dobbiamo innovare e aggiornare l’offerta in modo che rimanga competitiva anche nel nuovo scenario post COVID».