Ridurre quarantene e tamponi ai vaccinati, le proposte di Zaia

Zaia si esprime su quarantene e tamponi Attese infinite per i test, tracciamento saltato e carenza di personale. Da giorni i temi legati alla situazione sanitaria e al Covid, un po' in tutta Italia, sono questi. Sul tavolo sono diverse le ipotesi al vaglio del Comitato tecnico scientifico nazionale, come la riduzione da sette a…

Zaia si esprime su quarantene e tamponi

Attese infinite per i test, tracciamento saltato e carenza di personale. Da giorni i temi legati alla situazione sanitaria e al Covid, un po’ in tutta Italia, sono questi. Sul tavolo sono diverse le ipotesi al vaglio del Comitato tecnico scientifico nazionale, come la riduzione da sette a cinque giorni della quarantena per chi è vaccinato con tre dosi, o addirittura eliminarla e ridurla a cinque per chi ne ha ricevute due. Da valutare anche la definizione di “contatto stretto”.

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Il presidente del Veneto Luca Zaia è intervenuto oggi alla trasmissione “Fatti e misfatti” di TgCom24 per esprimere il proprio punto di vista sul tema, intervistato dal direttore Paolo Liguori.

«Mi rimetto alle scelte scientifiche. Però nelle ultime 24 ore abbiamo registrato in Veneto oltre 7mila positivi» ha detto Zaia. «La procedura del contact tracing prevederebbe di contattarli uno a uno, che non è facile. Ognuno di loro dovrebbe segnalare i propri contatti: di questo passo metteremmo in quarantena tutta Italia. La quarantena e l’isolamento hanno un significato, ma davanti a una vaccinazione con tre dosi io auspico che il comitato tecnico scientifico valuti alcuni aspetti: innanzitutto che chi è vaccinato con tre dosi possa evitare la quarantena».

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Secondo punto, l’enorme quantità di tamponi richiesta. «Sta “lievitando il panettone dei tamponi”: in tutta Italia si vedono code infinite. Un bambino con un positivo in classe deve farsi il tampone, la quarantena e di nuovo un tampone alla fine. Ha senso in una fase in cui lo scenario del virus è cambiato? Non dico che sia sbagliato ciò che si fa oggi, ma l’alta prevalenza e circolazione del virus ci porta a fare altre riflessioni. Sul fronte dei tamponi, spero che si facciano solo ai sintomatici. Ma soprattutto che il personale venga impiegato a fare vaccini, che è la vera strategia, e a curare i pazienti non Covid. Abbiamo pazienti che non riusciamo a curare».

«Gli Stati Uniti hanno ridotto la quarantena per i non sintomatici, penso sia fondamentale. Guardiamo in faccia la realtà: il virus circola a livelli paurosi, ma l’ospedalizzazione non è aggressiva come un anno fa. Facciamo in modo di non mandare in quarantena mezza Italia, pur gestendo la questione dal punto di vista scientifico. Sul fronte dei tamponi, oltre questo livello non riusciamo ad andare. In Veneto ne facciamo oltre 150mila al giorno».

La premessa di tutto il discorso di Zaia era stata questa: «La campagna vaccinale ha funzionato e sta funzionando. L’80 per cento dei nostri ricoverati in terapia intensiva è non vaccinato e uno su due in corsia (area non critica, ndr) è non vaccinato. Senza i non vaccinati, saremmo in zona bianca».

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