Riapre il CAS a San Vito e Legnago si spacca in due

C'è maretta nel comune di Legnago a seguito della riattivazione del CAS di San Vito a Villa Verdiana. La notizia arriva direttamente dal comune stesso, che ha criticato duramente l'operato della Prefettura, colpevole - secondo il sindaco - di non aver comunicato la riapertura del centro d'accoglienza all'amministrazione. «Nei giorni scorsi la Prefettura ha riattivato…

C’è maretta nel comune di Legnago a seguito della riattivazione del CAS di San Vito a Villa Verdiana. La notizia arriva direttamente dal comune stesso, che ha criticato duramente l’operato della Prefettura, colpevole – secondo il sindaco – di non aver comunicato la riapertura del centro d’accoglienza all’amministrazione.

«Nei giorni scorsi la Prefettura ha riattivato il CAS della frazione di San Vito senza comunicare nulla all’Amministrazione Comunale.
Ieri sono stati trasferiti presso il centro di accoglienza straordinaria “Villa Verdiana37 immigrati di sesso maschile tra i 20-30 anni, di cui 36 tunisini. – spiega in una nota il sindaco Graziano Lorenzetti – Oltre a lamentare il fatto di non essere stati informati per tempo dell’arrivo di nuovi stranieri, il trasferimento non è stato supportato da un aumento dell’organico delle forze dell’ordine sul territorio, già costrette ad operare con limitazioni a causa della normativa vigente. Tutto questo sta avvenendo con un’assordante silenzio da parte della politica. E poi ci stupiamo del fatto che la gente non va più a votare. Chiediamo azioni forti di modifica delle norme attuali in materia di “immigrazione e tutela della sicurezza” per permettere alle forze dell’ordine di contrastare in modo concreto le azioni malavitose che gran parte di questi immigrati commettono nei confronti dei nostri cittadini. Sarà nostra cura controllare la situazione nel quotidiano con le forze e gli strumenti a disposizione».

La nota stampa, pubblicata anche sui canali social del comune, ha scatenato reazioni contrapposte tra chi punta il dito contro il sindaco Lorenzetti per le parole “pericolose” che istigano i cittadini a vedere la riapertura del CAS come una garanzia di criminalità e chi, invece, incolpa la Prefettura di Verona e il Governo, colpevoli di tutelare i migranti più degli italiani.

Intanto nella giornata di ieri è stato annunciato l’arrivo di altri 14 ospiti del CAS, che porta il totale a 51.

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