Revoca a Siri, le reazioni

caso armando siri

«Mai ricevuto denaro» dice il difensore di Siri.

Il senatore Siri «ha ribadito con fermezza di non aver mai ricevuto, né da Paolo Franco Arata, né da chiunque altro, promesse di pagamento o dazioni di denaro, che avrebbe rifiutato con sdegno, facenti riferimento al merito della sua attività di senatore della Repubblica e di sottosegretario di Stato». Lo afferma in una nota l’avvocato Fabio Pinelli, difensore dell’esponente della Lega che ha rilasciato oggi dichiarazioni spontanee ai pm di Roma.

Nel corso dell’atto istruttorio con i magistrati di Roma, l’oramai ex sottosegretario Armando Siri, così come spiega in una nota il suo difensore, «ha messo spontaneamente a disposizione dei pm la documentazione contabile nella sua disponibilità, avente ad oggetto il complesso dei propri movimenti bancari e finanziari».

Mentre per Luigi Di Maio la revoca del mandato a Siri rappresenta un positivo «segnale di discontinuità rispetto al passato», per Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, la questione è diversa: «dimostra che a comandare dalle parti di Palazzo Chigi sono solo e solamente i 5 Stelle. La Lega e Salvini incassano una sconfitta pesantissima. E all’orizzonte se ne profilano altre, ben più pesanti per il Paese su flat tax e autonomia».

«Sulla giustizia è chiaro che i 5stelle hanno un atteggiamento diverso a seconda delle città evidentemente». Così Matteo Salvini al Gr Rai alla domanda sul fatto che Armando Siri è stato fatto dimettere e Virginia Raggi no. Salvini nega anche che il governo sia a trazione M5S: «Il superamento della legge Fornero, la legittima difesa, il blocco degli sbarchi, la flat tax per le partite iva, le telecamere negli asili nido, la pace fiscale con Equitalia per 2 milioni di persone, sono nel programma della Lega ed è ciò che interessa ai cittadini». (Ansa)