Dalla Regione una nuova legge per promuovere gli agriturismi

Il Consiglio ha apportato importati modifiche alla norma che regola il terzo settore, tra queste incentivi a enoturismo e oleoturismo. Coinvolti circa 1500 agriturismi. Arrivano anche i complimenti di Leonardo Granata, presidente Agriturist Veneto

Federico Caner assessore turismo veneto

Il Consiglio ha approvato le modifiche alla legge regionale sugli agriturismi: da oggi, il testo della norma, presenta delle importanti integrazioni per gli imprenditori del settore turistico: «Il settore agrituristico veneto ancora più attrattivo e competitivo – commenta soddisfatto Federico Caner, assessore regionale al Turismo e all’Agricoltura -. Con questo provvedimento di riorganizzazione delle attività turistiche legate al settore agricolo si va ad ammodernare tutto l’indotto, a cominciare dall’organizzazione dell’ospitalità e dall’introduzione di nuove attività. Una spinta decisiva verso la dinamicità turistica che molte imprese agricole venete stanno dimostrando con grande successo, anche nella ripresa dopo la pandemia».

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Il “Sì” del Consiglio ha permesso l’elaborazione di nuovo testo con modifiche e integrazioni alla legge che disciplina le attività turistiche connesse al settore primario: nasce anche dal confronto con le categorie del mondo agricolo e con tutte le associazioni di categoria. La legge approvata, dopo un ampio dibattito in aula, tiene conto di tutte le richieste emerse e discusse con i consiglieri di maggioranza e opposizione al fine di garantire un’offerta integrata, completa e capace di rispondere a tutte le esigenze della filiera turistica veneta.

«E’ stata approvata una legge che tiene conto delle necessità del territorio e per questo ringrazio tutti i consiglieri, gli uffici coinvolti e tutti coloro che si sono impegnati per il raggiungimento di questo obbiettivo. E’ un grande traguardo per il Veneto che con 72 milioni di presenze annuali è la prima meta turistica tra le regioni a livello nazionale – sottolinea l’assessore Caner -. In questo quadro, già nel 2019, ben 1 milione di presenze sono state indirizzate al settore ricettivo agrituristico, segnando una crescita rispetto agli anni precedenti. A maggior ragione ora, in questo momento di crisi mondiale dell’economia e di ripresa del turismo dopo la pandemia, si dimostra necessario per le aziende avere uno strumento normativo aggiornato che accompagni la ripartenza».

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«Il nostro obbiettivo rimane quello di dare maggior trasparenza al sistema del turismo rurale senza perdere di vista né la dinamicità del settore né il crescente interesse per questa forma di vacanza esperienziale anche in tempi di crisi perché sinonimo di tranquillità, di sollievo contro lo stress e di contatto con la natura – aggiunge l’assessore a Turismo e Agricoltura -. Stiamo parlando di una realtà di circa 1500 agriturismi riconosciuti in tutta la regione, dei quali circa il 65% offre ospitalità in camere, alloggi o agri campeggio oltre a garantire l’offerta di specialità del territorio con prodotti a chilometri zero delle aziende stesse. L’inserimento nel nuovo testo della legge delle attività di Enoturismo e dell’Oleoturismo dà ulteriori potenzialità alle nostre aziende anche al fine di un’ulteriore valorizzazione e un maggiore richiamo della tipicità della nostra produzione enogastronomica».

Grande soddisfazione per la nuova legge da tutto il comparto, compreso Agriturist Veneto: l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura ringrazia la Giunta e auspica un cambiamento: «Ringraziamo l’assessore Federico Caner e la presidente della sesta commissione Francesca Scatto  – sottolinea Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto – per aver contribuito, con la loro mediazione, a giungere a una legge ben fatta, che tiene conto dei diversi equilibri e delle esigenze degli agriturismi in relazione a una domanda che è notevolmente cambiata. Dispiace che ci siano state delle polemiche, che non ci appartengono e alle quali non vogliamo prendere parte, dato che questa legge è stata il frutto di un confronto congiunto, lungo e serrato, tra i sindacati agricoli e le altre categorie del turismo. La vera novità è l’aggregazione, finalmente, delle attività dell’agriturismo a quelle del turismo rurale, senza considerarli due mondi separati. In sostanza, mentre prima l’ambito degli agriturismi era considerato esclusivamente quello relativo all’ospitalità e somministrazione di pasti, bevande e spuntini, ora si allarga dal punto di vista normativo e operativo ad attività come l’ippoturismo, il cicloturismo, le passeggiate tra le vigne e altre forme di turismo rurale sempre più richieste dai nostri ospiti. Potremo, insomma, promuovere il nostro territorio con esperienze a 360 gradi, coniugando prodotti tipici e spunti culturali, storia e tradizione».

Leonardo Granata, presidente Agriturist Veneto

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