Refugees Welcome Verona abbraccia l’accoglienza, l’integrazione e l’inclusione

L'intervista a Nicoletta Zabini, coordinatrice dell'organizzazione che promuove l'inclusione sociale di rifugiati, rifugiate e giovani migranti, sostenendo l’accoglienza in famiglia e le coabitazioni solidali.

Nicoletta Zebini e Daniela Pagliarello
Nicoletta Zebini e Daniela Pagliarello di Refugees Welcome Verona.

Accoglienza, integrazione e inclusione sono le parole chiave di Refugees Welcome Verona, ospite oggi negli studi di Verona Network. L’associazione promuove, assieme alle altri sede italiane di Refugees Welcome Italia, l’inclusione sociale di rifugiati, rifugiate e di giovani migranti che arrivano in Italia. L’organizzazione sostiene l’accoglienza in famiglia e le coabitazioni solidali. Ci racconta la struttura e gli obiettivi di questa realtà Nicoletta Zebini, la coordinatrice del gruppo Refugees Welcome Verona, accompagnata dalla volontaria Daniela Pagliarello.

Cos’è Refugees Welcome Italia?

Refugees Welcome Italia è un’organizzazione che nasce nel 2015. È un network internazionale nato in Germania ed è presente in 15 Paesi: 12 europei e 3 extra europei. Questo ente lavora in Italia con 32 gruppi territoriali e si basa sul volontariato. Il gruppo veronese è nato nel 2019 ed è composto da 10 donne tra attiviste e mentori. A differenza di altre realtà nazionali, il comparto veronese non collabora in questo momento con il Comune di Verona e siamo dunque autonome nella nostra operatività. Stiamo però cercando di allargarci e non ci dispiacerebbe riuscire ad entrare in contatto cn gli enti preposti che governano le politiche di accoglienza. Vogliamo creare un cambiamento culturale.

Guarda l’intervista su Radio Adige Tv


Le famiglie ospitano e accolgono ragazzi migranti che arrivano in Italia che non hanno un lavoro né una una casa dove vivere e viene loro data una mano a integrarsi nella società. Come funziona questa convivenza e integrazione con chi decide di aprire la propria casa a queste persone?

Non ci occupiamo di ragazzi appena arrivati, ma di quelli che hanno già fatto un primo percorso e hanno ottenuto un riconoscimento, uno status, protezione o un permesso di soggiorno già valido. Ci occupiamo di quel periodo intermedio che va dall’uscita da un centro di accoglienza, o da un periodo di lavoro e di approccio all’integrazione nel territorio, a un momento di maggiore autonomia in cui il ragazzo o la ragazza è già in grado di entrare in un processo di inclusione effettivo. Noi operiamo per facilitare il processo finale dell’autonomia della persona. Non ci sono poi solo le ospitalità in famiglia, ma anche il mentoring, ovvero persone che decidono di mettere a disposizione il proprio tempo per aiutare rifugiati e migranti su determinate questioni, come quelle pratiche legali o di orientamento al territorio.

Il sistema di accoglienza italiano ha molte falle e molte volte quando i ragazzi escono dal centro di accoglienza molte volte non sanno dove andare a fare certe cose, non sono stati informarti a dovere o aiutati a formarsi in una determinata direzione, incluso l’apprendimento della lingua italiana. Per fare una buona accoglienza non serve solo offrire un servizio ma bisogna offrire delle relazioni ed è ciò che noi di Refugees Welcome cerchiamo di fare. Si tratta di un processo di inclusione che aiuta le persone ad abitare gli spazi sociali attraverso relazioni e interazioni con le persone, cosa che manca al sistema di accoglienza italiano. Non è un caso che in alcuni territori Refugees Welcome è stata presa in considerazione come modello.

Per entrare in questa rete e riuscire a ospitare un ragazzo come si deve fare?

C’è una piattaforma online sul sito refugees-welcome.it dove, oltre a esserci tutto spiegato e ben organizzato, ci si può iscrivere come potenziale famiglia ospitante, mentore, attivista o come potenziale coinquilino solidale. Attraverso questa piattaforma vengono gestite le richieste e le offerte che vengono poi mandate ai gruppi territoriali di competenza. Il gruppo territoriale mette poi in comunicazione la famiglia con persona che dovrà essere ospitata. Si sottoscrive poi una specie di accordo fra le parti che ha a che fare con la convivenza. Le ospitalità possono durare da un minimo di sei mesi a un massimo di un anno. C’è un percorso evolutivo verso l’autonomia della persona. Come attivisti noi seguiamo il percorso e supportiamo le famiglie cercando di soddisfare i bisogni di tutti. Finora le convivenza sono sempre andate bene a eccezione di due casi. Oggi a Verona si sono sei persone ospitate e cinque mentori in attività. Ogni ospitalità va inoltre seguita da due attiviste.

Una famiglia che si avvicina alla vostra realtà e vuole ospitare una persona. Quali sono di solito i dubbi che vi vengono posti solitamente?

I principali dubbi sono i soliti timori che ogni persona può avere quando ospita un estraneo a casa propria. Le famiglie che si approcciano a Refugees Welcome Verona presentano tutte una certa sensibilità, perché sono già tutte quasi sempre inserite in altri progetti o occupati in attivismo e cittadinanza attiva. La barriera linguistica se c’è comunque si risolve nella fase conoscitiva. Ci sono curiosità e dubbi sulla cultura straniera ma, nella maggior parte delle volte, quando ci si incontra, i dubbi si sciolgono e si capisce se ci si può fidare o meno delle persone che ci si trova davanti.

LEGGI LE ULTIME NEWS

Ricevi il Daily! È gratis

👉 VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?👉 È GRATUITO!👉 CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM

Ricevi il Daily! È gratis

👉 VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?👉 È GRATUITO!👉 CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM