Ramo crollato in piazza Bra: per la perizia era «imprevedibile»

Come preannunciato, saranno eseguiti ulteriori esami sulla nuova staticità della pianta, ma tutto fa pensare che non ci sia necessità di abbatterla.

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Ciò che era stato ipotizzato all’indomani del crollo dai responsabili della gestione del verde verticale dell’Amia – cui fa capo il patrimonio arboreo cittadino che conta circa 60mila alberi – è ora una certezza, supportata dagli esiti dell’indagine esterna effettuata nei giorni scorsi. Il cedimento del grosso ramo del cedro di piazza Bra, crollato improvvisamente domenica mattina (il 10 novembre), non era prevedibile.

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Gli esperti dottori forestali che fanno capo allo Studio Verde Srl di Torino, uno dei più qualificati a livello nazionale, hanno eseguito un’analisi del toppo della branca spezzata, presente a terra, e l’analisi in quota con cestello del punto di rottura. «La rottura è avvenuta nella porzione in dorso della branca, quindi non visibile da terra; la resinazione è stata modesta, con assenza di colate verso il basso e quindi non percepibili da terra», si legge nelle conclusioni della perizia. «Tale anomalia meccanica non si poteva vedere da terra (ma solo con un’ispezione in quota) e la rottura, per le motivazioni indicate, non è dovuta alla mancanza di manutenzione».

La rottura accidentale del ramo è dunque attribuibile a una serie di concause. Tra queste, una prerottura «dovuta all’interazione tra fattori di stress ambientale e il rapido assorbimento di acqua da parte delle piante durante le calde giornate estive con modificazione del gradiente di umidità all’interno della lunghezza dei rami. Ciò modifica le sollecitazioni interne, indebolendo il ramo e portandolo a rompendosi o fessurarsi inaspettatamente». Inoltre, «raffiche di vento» (il ramo si trovava particolarmente esposto al vento e non protetto dalle piante vicine) e un indebolimento «causato dalle sollecitazioni statiche successive che lo hanno fatto cedere».

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Sancito ciò, i periti hanno richiesto ulteriori approfondimenti – una prova di trazione e una tomografia; una sorta di fotografia della sezione del fusto alla base che permette di visualizzare precisamente lo stato di salute in quel punto – volti a verificarne le effettive condizioni fitostatiche e capire se gli interventi di potatura già eseguiti siano sufficienti. Da quel che sembra, non sarà necessario abbattere l’albero.

Tutti gli alberi di piazza Bra, insieme ad altre circa 4mila piante cittadine, erano state oggetto di un’indagine speditiva (ESP) da parte di un dottore forestale nel 2021. Era emersa la necessità di una specifica potatura, poi eseguita, su di un altro cedro, non quello oggetto del cedimento che anche in quell’ulteriore controllo non presentava criticità evidenti.

Le indagini di stabilità sugli alberi da parte del personale qualificato dell’Amia rimane continuo e costante. È in corso in questo periodo, ad esempio, uno screening su tutti gli alberi presenti in prossimità degli istituti scolastici in manutenzione ad Amia.

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