Polizia, arresti e denunce in città

Un arresto, una denuncia e due misure cautelari. Questo il bilancio dei controlli svolti dalla polizia di Verona nei giorni scorsi. Un uomo è stato denunciato per porto d'armi atte ad offendere, un 50enne è stato arrestato per lesioni aggravate, altri due individui sono stati colpiti da misure cautelari per maltrattamenti.

Sono state numerose le operazioni portate a termine dagli agenti della Polizia di Stato negli ultimi giorni, condotte nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore di Verona, dott.ssa Ivana Petricca, per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica in città. L’attività complessiva – che ha condotto a un arresto, a una denuncia e all’esecuzione di due misure cautelari – conta anche peculiari servizi di controllo presso gli esercizi pubblici, eseguiti con particolare riguardo alle misure di contenimento epidemiologico e alle disposizioni sul distanziamento sociale.

L’attività coordinata effettuata dagli agenti della Questura di Verona ha condotto, nello specifico, alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di un 38enne italiano, originario del Senegal, trovato in possesso di una scacciacani sprovvista di tappo rosso e perfettamente riproducente il tipo d’arma in dotazione alle Forze dell’Ordine. La pistola semiautomatica modello 92 FS è stata trovata dagli agenti delle Volanti e dai poliziotti appartenenti al nucleo UOPI che, lo scorso giovedì, hanno deciso di fermare per un controllo l’auto a bordo della quale il trentottenne stava percorrendo via Flaminio Marcantonio. Nascosta sotto il sedile del conducente, all’interno di un sacchetto, l’arma è stata recuperata e sequestrata; denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere il proprietario pregiudicato, già arrestato in passato per detenzione abusiva di armi.

Ha suscitato grande preoccupazione, invece, la notizia giunta alla sala operativa della Questura di Verona nella mattinata di ieri, relativa ad uomo che era entrato in fretta e furia negli uffici dell’Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura in via Sommacampagna, brandendo un bastone in una mano e una tanica di liquido trasparente nell’altra. All’arrivo degli equipaggi delle Volanti, gli uomini della Questura hanno sorpreso il soggetto – che successivamente si è rivelato essere un imprenditore agricolo – menare fendenti con il bastone a tutti quelli che gli si paravano sulla strada. Tre persone presenti in quel momento negli uffici dell’AVEPA sono state colpite dall’impeto rabbioso dell’agricoltore, pur avendo cercato di difendersi come potevano, e hanno riportato lesioni alle gambe e alla testa guaribili rispettivamente in sei, quattro e tre giorni. Quanto al liquido contenuto nella tanica, che si temeva potesse essere sostanza infiammabile da usare come carburante per appiccare il fuoco, si è rivelato essere un fungicida utilizzato in agricoltura, oggetto delle sanzioni che l’uomo avrebbe ricevuto dall’AVEPA e che avrebbero scatenato la sua rabbia. Il 50enne veronese è stato arrestato per lesioni aggravate e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, che lo ha convocato per il giudizio direttissimo nella mattinata odierna. Stamane il giudice, dopo la convalida dell’arresto, ha disposto nei confronti dell’uomo la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria e rinviato l’udienza il prossimo 11 settembre.

Nel novero delle operazioni eseguite negli ultimi giorni dagli agenti della Questura, di rilievo anche l’attività condotta dagli operatori della Squadra Mobile che, ieri, hanno condotto in carcere un cittadino Srilankese di 42 anni, residente a Verona, indagato per maltrattamenti ed ubriachezza abituale, reati commessi ai danni della moglie e delle figlie minori, rispettivamente di 3 e 6 anni. La misura cautelare era stata disposta dal G.I.P. il giorno prima in quanto l’uomo, già agli arresti domiciliari, aveva violato le disposizioni del giudice. Nei confronti di un 33enne veronese indagato per maltrattamenti e lesioni personali verso la compagna, invece, i poliziotti, ieri pomeriggio, hanno dato esecuzione alla misura cautelare del divieto di avvicinamento, disposta dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Verona.

Diversi anche i controlli anti assembramento effettuati dagli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura. L’attività – che si è concentrata, per lo più, nella zona delle Torricelle – ha consentito di appurare un sostanziale rispetto, da parte dei gestori dei locali pubblici della zona, di tutte le misure di contenimento impartite per arginare il contagio da Covid-19. Nessuna irregolarità di sorta è stata, tra l’altro, riscontrata in relazione al comportamento degli avventori, anch’essi rispettosi dei dettami disposti a tutela della salute pubblica.